Il modello del basket dimostra il gran fallimento della retorica del pauperismo

La Nazionale italiana di basket è la dimostrazione di un teorema: i soldi fanno spettacolo, i soldi fanno la forza, i soldi sono la certezza di avere i campioni. Perché questa è la squadra più ricca che ci sia mai stata nella nostra storia.

16 Settembre 2015 alle 17:31

Il modello del basket dimostra il gran fallimento della retorica del pauperismo

Un momento di Italia-Israele valevole per gli ottavi di finale degli Europei (foto LaPresse)

La Nazionale italiana di basket è la dimostrazione di un teorema: i soldi fanno spettacolo, i soldi fanno la forza, i soldi sono la certezza di avere i campioni. Perché questa è la squadra più ricca che ci sia mai stata nella nostra storia. Funziona, si diverte, gioca da favola, piace alla tv, piace ai giornali, piace al paese, è nelle prime otto d’Europa, vuole arrivare stasera nelle prime quattro e poi non si sa, perché non si può dire (ma quella cosa lì, ovvero la finale, pensano in molti sia raggiungibile). Ed è, appunto, ricca. Il che diventa la sintesi di tutto quello di cui sopra. Perché il talento vale e quindi il talento costa, cosa difficilmente digeribile quando si tratta dei calciatori, considerati viziati e pagati ben oltre i loro meriti, ma che diventa più facile da far accettare quando vedi quello che combinano questi ragazzi sul parquet.

 

Quattro quinti del quintetto base, al netto dell’infortunio di Gigi Datome, sono milionari. Marco Belinelli ha appena firmato un contratto che lo legherà ai Sacramento Kings per tre stagioni per 19 milioni di dollari in tutto. Sono 6,5 milioni all’anno. Danilo Gallinari nella stagione appena finita aveva un ingaggio da 10,1 milioni e ha firmato un rinnovo a 4,5 milioni di dollari a stagione. Andrea Bargnani lo scorso campionato ha guadagnato 11 milioni, ma ripartirà da un milione e mezzo nella prossima. Gigi Datome ha appena siglato un contratto in Turchia da 1,7 milioni di euro annui. Alessandro Gentile ha rinnovato con l’Olimpia Milano l’anno scorso un ingaggio che è sicuramente superiore agli 800 mila euro che percepiva fino al 2014, visto che in Turchia gli offrivano più di un milione e mezzo per trasferirsi.

 

Stipendi da calciatori, meritati al centesimo. Uno per uno, fino all’ultimo. Perché li vedi in campo, no? Hanno classe, grinta, qualità, voglia. Hanno tutto ciò che uno sportivo professionista deve avere per fare ciò che fanno loro: trasformare lo sport che amano e che praticano in uno spettacolo e quindi uno spettacolo in una macchina che produce altri soldi. Esattamente ciò che fanno i calciatori da più tempo e che gli sportivi degli sport – erroneamente – considerati minori hanno potuto cominciare a fare solo da poco. I 6,5 milioni di Belinelli sono molto vicini allo stipendio più alto pagato dalla Serie A di calcio, sono anche più del doppio di quanto guadagna Balotelli, uno a cui viene rinfacciato sempre di guadagnare molto e di non valere ciò che gli viene dato. Perché ogni volta che escono le classifiche degli ingaggi dei calciatori arriva il refolo dell’indignazione collettiva. Troppo, dicono molti. Perché? I ragazzi del basket dimostrano che lo sport è un’industria che si regge sulle capacità dei suoi lavoratori, ovvero gli sportivi. Se meritano devono essere pagati tanto. Il calcio non è diverso, il calcio non può essere diverso. Perché nel calcio quelli che prendono ingaggi davvero molto alti sono campioni del mondo, o sono star internazionali. Higuain, per esempio, guadagna 5,5 milioni, ma è vicecampione del mondo, ha vinto tre campionati spagnoli, due supercoppe spagnole e una Coppa di Spagna.

 

[**Video_box_2**]C’è una spiegazione a tutto e i ragazzi dell’Italia di basket lo fanno capire chiaramente. Da quando sono cresciuti e andati in America sono diventati ricchi e sono diventati più forti. Il nesso è evidente, certo, diretto. Avere atleti strapagati è la quasi certezza di divertirsi. Ed è la certezza piena di avere dei campioni. Vincere non è la diretta conseguenza, ma una reale speranza. Ne vale la pena? Sì, senza dubbio. Lo vediamo adesso: Belinelli, Gallinari, Bargnani, Gentile, Datome sono nati per essere delle star e lo sono diventati. I soldi che guadagnano sono una conseguenza. Il pauperismo dello sport è la scusa con cui si possono giustificare i fallimenti. Non guadagni, puoi anche perdere. Adesso no, non con questa squadra gioiello. La miglior Nazionale che abbiamo mai avuto, forse non solo della pallacanestro. I milionari sono la nostra forza, speriamo di vederli ancora per molto, soprattutto ora in questo Europeo. Significherebbe molte cose, una soprattutto.

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