Società
Asili circondariali •
Sbattere i bambini in carcere per aiutare le famiglie. Proposta per Nordio e pure per Roccella
L’ampliamento delle carceri minorili è invece la prima proposta da parte del governo Meloni a incentivare la natalità. La prigione è anche molto più economica di una baby-sitter, e supplisce persino all’eventuale assenza, distanza o indisponibilità dei nonni
28 OTT 26

Foto ANSA
Dopo i fatti di Milano (no, non le Cinque Giornate né l’assalto ai forni di manzoniana memoria, ma la distruzione delle vetrine da parte dei maranza) il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha annunciato nuove carceri minorili. La dichiarazione ha suscitato scalpore e indignazione, con accuse al governo di puntare solo sulla repressione; reazioni che hanno portato lo stesso Nordio a una parziale rettifica, dichiarando “mai sognato di chiedere arresti di massa per i ragazzi” (anche per scongiurare un eccesso di edizioni di “Mare Fuori” su RaiPlay) e annunciando il suo ritiro dalla politica per tornare dai suoi gatti – fra i quali alla notizia si è diffuso lo sconcerto ed è iniziato il fuggi fuggi sui tetti dei palazzi vicini. Permettetemi però di fare una riflessione a freddo sulla proposta del ministro Nordio: non c’è dubbio che le carceri non siano una delle eccellenze italiane, anzi; dunque proporre un problema come soluzione a un altro problema è solo che un’idiozia. Ma l’errore di chi ha criticato la proposta del ministro sta nell’averla valutata nel quadro della sicurezza; quando, in realtà, credo l’iniziativa del ministro fosse da inquadrare più in generale nelle politiche di sostegno alle famiglie e alla natalità.
Sappiamo infatti come questo governo abbia sempre avuto a parole l’intenzione di affrontare il drammatico tasso di denatalità di questo paese; ma nei fatti, nulla di concreto. L’ampliamento delle carceri minorili è invece la prima proposta da parte del governo Meloni a incentivare la natalità. La possibilità infatti di incarcerare i propri figli è una prospettiva che sgrava i genitori da molte responsabilità e costi; e permetterebbe anche a molte donne di non dover scegliere fra la famiglia e la carriera. Sappiamo infatti che una delle ragioni per cui si fanno meno figli in Italia è la mancanza di servizi essenziali, quali per esempio gli asili nido; con l’ampliamento delle carceri minorili il problema non si porrebbe: quando i genitori devono andare al lavoro, telefonano ai carabinieri e denunciano i figli. La prigione è anche molto più economica di una baby-sitter, e supplisce persino all’eventuale assenza, distanza o indisponibilità dei nonni. L’idea di poter sbattere in galera la prole può davvero fare la differenza per chi non sa se mettere su famiglia o meno; potrebbe anche disincentivare il ricorso all’aborto: una donna incinta può decidere di partorire a cuor leggero, tanto se poi vede che non ce la fa o cambia idea denuncia il bambino e lo fa incarcerare. Ricordiamoci infatti che il minore non può mica dire niente, perché appunto è un minore, e la sua parola contro quella di un adulto è come “carta” contro “forbice” a morra cinese.
I minori poi in Italia sono considerati proprio dei minorati: non gli si può fare educazione sessuale a scuola, non gli si può dare un telefonino in mano, sono talmente repressi che fossi un minore mi costituirei per andare in carcere di mia spontanea volontà. E non mi stupirei affatto se una simile iniziativa da parte del governo, se concretizzata, facesse venire voglia di fare figli anche a chi figli non ne vuole: pensate a chi odia i bambini, a quanto lo potrebbe eccitare la possibilità di farne uno solo per poterlo sbattere in galera! Con un colpo solo, la proposta del ministro Nordio farebbe contenti sia chi sogna una famiglia ma non ce la fa, sia chi sogna i luoghi “child free”: avremmo più figli, ma comodamente dietro le sbarre. Cosa aspettiamo?