Zuck se l’è fatta sotto e ha giocato prudente, come i veri tech-ricchi

Il fondatore di Meta ha avuto paura e sta pagando molto più di 18 miliardi: lo stravolgimento è totale, e il suo giocattolone potrebbe non funzionare più
28 AGO 26
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Foto ANSA

Era al momento il processo del secolo e infatti non l’hanno voluto fare (finire). In Meta contro tutti Zuckerberg ha deciso di pagare, linea prudente e fa bene. Tra i privilegi dei molto tech-ricchi: affrontare casi giudiziari pesantissimi e dagli esiti abbastanza scontati con possibilità immediata di scansare la sentenza. Un grandissimo avvocato lo riconosci al telefono: questo mestiere non è mai come uno se lo immagina guardando i film americani, i processi (civili) veri in realtà si fanno in privato, ore di conversazione, un mercato di rialzo e sconto sulla cifra finale che definisce l’accordo scontentando tutti. L’avvocato è quello capace di tagliare il rospo a pezzetti piccoli e fartelo ingoiare un poco alla volta.
Il 26 agosto 2026 Meta ha chiuso con un vasto battaglione di procuratori generali americani il contenzioso che accusava Facebook e Instagram di essere una colla per i ragazzini, progettati con caratteristiche capaci di favorire un uso compulsivo, di aver esposto i più giovani a rischi per la salute mentale e di aver raccolto dati di minori di tredici anni. L’accordo riguarda 47 Stati, mentre il Texas ha concluso separatamente con Meta un accordo da oltre un miliardo di dollari, con misure analoghe per la protezione dei minori – sommando i due capitoli gli accordi con gli Stati superano quindi i 18 miliardi di dollari. Altro dato (questo spassoso), Mark come tutti vuole pagare a rate, dieci, una all’anno. Con la clausola che chiameremo o tutti o nessuno: una quota è condizionata all’adozione di obblighi equivalenti da parte delle altri grandi piattaforme canaglia.
Poi vengono le modifiche ai prodotti, un bel livido per il nostro capitalista. Intanto è nata la nuova adolescenza americana: per gli utenti fra 13 e 17 anni, Facebook e Instagram dovranno avere come impostazione predefinita un limite di due ore al giorno. E’ un limite cumulativo fra le piattaforme Meta, anche se per i ragazzini Facebook è per dinosauri, un museo delle cere, non ci andranno mai. Di notte si dorme, amen: Night Access Mode, dalle 00:00 alle 6:00 l’accesso alle piattaforme è bloccato. A scuola picche, idem. School Mode, dalle 8 alle 15, dal lunedì al venerdì, dal 15 agosto al 15 giugno, via le notifiche. Se resti connesso oltre i 15 minuti deve comparire un avviso, a 60 e 90 minuti di utilizzo giornaliero devono intervenire productive pauses. Ipotesi: Stai esagerando (1). Sei ancora qui?(2)
Ma il colpo di grazia secondo me è un altro: entro quattro mesi Meta deve offrire agli adolescenti la possibilità di scegliere come schermata principale un feed non personalizzato, composto dagli account seguiti o dagli amici e ordinato cronologicamente (i vecchi social come li conoscevamo), anziché la successione decisa dal demonio. Niente filtri che l’accordo definisce “Cosmetic Procedure Filters”, cioè gli effetti che modificano o idealizzano il volto in modi assimilabili a chirurgia estetica. Sistema da brigadieri per il controllo dell’età: Meta dovrà garantire un “favorisca i documenti!” che funziona, con margini di errore prefissati. Dall’accordo si legge che Meta deve anche mantenere e migliorare le protezioni sui contenuti non appropriati all’età, comprese le misure contro contenuti relativi a bullismo, autolesionismo, disturbi alimentari, nudità, violenza, deve limitare l’esposizione ripetuta a determinate categorie sensibili e impedire ai teenager di seguire, vedere o essere contattati da account classificati come inadatti alla loro età. C’è poi una supervisione massacrante: sul trono del sistema c’è un auditor indipendente, con accesso ai materiali necessari, rapporti periodici agli stati e la possibilità di individuare crepe e chiedere piani correttivi. Meta dovrà predisporre il piano entro trenta giorni e avviarne l’attuazione.
La conclusione è che Zuck ha avuto paura e sta pagando molto più di 18 miliardi: lo stravolgimento è totale, e il suo giocattolone potrebbe non funzionare più: adesso si va a pesca di ragazzini senza esca. E’ un sistema che ora crea moltissimo attrito, credo fosse quello lo scopo. Il ragazzino utilizzatore si sentirà peggio che spedito nel collegio svizzero, e si affaccerà presto una domanda, quella che sopravviverà tra queste due: inutile averli, ’sti, social? O diventeranno ancora più attraenti, perché vuoi mettere ora con lo sfizio del divieto?