Lucia Azzolina condivide la critiche di Miozzo sull'incapacità del governo di proteggere la scuola

Il ministro dell'Istruzione ha condiviso sulla sua pagina Facebook un post che riprende l'intervento del coordinatore del Comitato tecnico-scientifico
8 DIC 20
Ultimo aggiornamento: 16:46
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Il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ha condiviso sulla sua pagina Facebook un post che riprende l'intervento di Agostino Miozzo sul Foglio. Il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, sosteneva che il governo ha fatto pasticci sulla scuola e non è stato in grado di proteggerla durante la pandemia.
"Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, ha scritto una lettera al quotidiano Il Foglio, chiedendo l’impegno di tutti per tornare al più presto alla scuola in presenza. Voglio condividerne con voi alcuni passaggi", scrive Azzolina, che poi riporta alcune frasi dell'intervento del coordinatore del Cts: “I dati veri elaborati dall'Iss e validati da studi internazionali dicono che le aggregazioni di persone generano problemi di contagio, ma le aggregazioni a rischio per i giovani (soprattutto adolescenti) sono più frequenti prima e dopo il momento scolastico. Caro Direttore, premesso che in questa emergenza non esiste un luogo a rischio zero, dobbiamo dire con forza che la scuola è un luogo sicuro, dove il rischio è 'accettabile', dove negli ultimi mesi sono state messe in atto tutte le azioni necessarie per ridurre il rischio da contagio. Dobbiamo però lavorare ancora molto, tutti insieme, nessuno escluso per percorrere quest'ultimo miglio considerando questo obiettivo più importante del Natale o del cenone di Capodanno. Dobbiamo pretendere di ottenere il rafforzamento della sanità scolastica, le task force di sanitari che siano in grado di monitorare e dare risposte alle esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, dobbiamo dare risposte al problema dei trasporti e al controllo delle aggregazioni esterne. Non dobbiamo tradire un'altra volta le aspettative dei nostri giovani, riportiamoli, a gennaio, a sedersi nel luogo a loro più familiare e amato, le aule scolastiche”.