Trionfo dell'antiscienza. Il M5s mette Le Iene a guardia dell'Università

Fabio Sabatini

L'università commissariata da un tribunale del popolo guidato da venditori di bufale antiscientifiche? Sì può, grazie alla trovata geniale del sottosegretario grillino all'Istruzione.

Lorenzo Fioramonti annuncia l'istituzione di un Osservatorio sui concorsi nell'Università e ne affida la direzione a Dino Giarusso. “Chi meglio di una ex-iena per farlo?”, spiega giulivo su Facebook.

 

 

Nel mondo all'incontrario dei grillini, aver dato un contributo fondamentale alla diffusione della cultura antiscientifica è il miglior titolo per potersi occupare del reclutamento dei nuovi scienziati.

 

Le Iene: quelle delle campagna mediatica per Stamina che rese un truffatore come Davide Vannoni più credibile di biologi e genetisti agli occhi del Parlamento, forzandolo ad approvare una vergognosa sperimentazione coi soldi pubblici sulla pelle dei malati. Quelle che hanno propalato al grande pubblico la bufala dei vaccini che causano l'autismo, grazie alla quale oggi molti bambini non vengono vaccinati. Le stesse che sono andate fino a Cuba per magnificare le proprietà “antitumorali” del “veleno di scorpione”, intervistando un tassista locale che parlava di un fantomatico “vaccino” contro i tumori inventato sull’isola da un agricoltore. E che hanno celebrato la dieta vegana come efficace sostituto della chemioterapia nella cura del cancro.

 

I paladini dell'antiscienza che diventano garanti dei concorsi nell'Università, cioè del futuro della scienza. Chi meglio di loro?

Il principio è lo stesso già più volte affermato dai 5 stelle: la scienza deve essere assoggettata alla politica, cioè al popolo. Come ha generosamente spiegato Davide Barillari - primo firmatario, insieme a Roberta Lombardi, del progetto di legge regionale che vorrebbe mettere in quarantena i bambini vaccinati – i comuni cittadini devono poter contestare i risultati della ricerca scientifica, ove possibile attraverso i loro portavoce eletti democraticamente. Il dibattito scientifico deve essere partecipato, nel senso che le opinioni dell’idraulico, del calciatore e del ristoratore - o del politico che li rappresenta - devono valere quanto quella di chi ha dedicato la vita alla ricerca scientifica. O forse di più, visto che in democrazia contano i numeri.

 

Che si faccia dunque giudicare a un campione del popolo come la ex-iena Giarrusso se i concorsi universitari sono validi. Peggio dei professori non potrà fare. E magari smettiamola coi medici che impongono dall’alto le loro ricette ai pazienti inermi nell’interesse esclusivo delle multinazionali. I protocolli per curare il cancro e prevenire le malattie infettive siano stabiliti democraticamente, tenendo conto dell’opinione di tutti. Basta anche con la lobby dei piloti: i passeggeri eleggano democraticamente prima di ogni volo chi tra loro deve guidare l’aereo. E soprattutto si abolisca una volta per tutte la casta dei professori (tutti al soldo delle multinazionali peraltro) e le lezioni universitarie siano tenute da chi ha svolto appropriate ricerche di dieci minuti su Google. E così via.

 

L'aspetto forse più preoccupante è che un partito possa fare simili corbellerie senza subire un crollo dei consensi. Uno dei più grandi successi dei grillini - e più in generale del movimento populista trasversale a molte forze politiche - è aver reso mainstream la sfiducia nelle istituzioni e nelle fonti ufficiali del sapere, sdoganando così gli esperti-fai-da-te e il rancore della massa verso chi ha studiato una vita per acquisire delle competenze.

 

L'oscurantismo antiscientifico è un passaggio vitale della presa del potere, non solo perché attrae il consenso della massa dei mediocri in cerca di rivalsa sui competenti. Ma soprattutto perché, se i veri esperti sono screditati, allora si possono manipolare a piacimento i fatti e i dati (la realtà, in una parola). Se le narrazioni ufficiali sono considerate un inganno, perché gli esperti sono così corrotti da necessitare il commissariamento dei rappresentanti del popolo, allora qualsiasi contro-narrazione, anche la più strampalata, diventa seducente proprio perché contrasta la voce degli esperti. E come tutte le cose seducenti, come il giustizialismo, le gogne e la caccia alle streghe, porta voti. Immaginate l'entusiasmo del popolo quando il tribunale esporrà i professoroni al pubblico scherno, i fiumi di inchiostro sui giornali governativi, le valanghe di commenti astiosi degli scienziati da tastiera. Linfa vitale per la propaganda.

E pazienza se la ricerca scientifica verrà una volta di più umiliata, e se il paese ripercorrerà a ritroso gli stadi dello sviluppo fino al Medioevo, ciò che conta è il potere.

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