Il presidente dei biologi ha dubbi sui vaccini. Spunti per farseli passare in fretta

Luciano Capone

Al direttore - Da “fogliante” mi dolgo del fatto che sui vaccini abbiate preso il classico “palo” confondendo coloro che sono contro i vaccini, sulla base di apodittici convincimenti di natura estemporanea, con coloro che da anni si affannano a lanciare l’allarme sulla tossicità degli additivi, stabilizzanti, conservanti, e prodotti di scarto della lavorazione presenti nei vaccini medesimi. L’alluminio sostituì come additivo il mercurio, ritenuto tossico (dopo l’avvenuta vaccinazione comunque di milioni di bambini), ma è anch’esso tossico insieme ad altri metalli pesanti presenti nella soluzione vaccinale, oltre a inquinanti biologici come frammenti consistenti di DNA estraneo che può dar luogo a reazioni autoimmuni, a inquinamento da OGM e a veri e propri problemi di riproduzione di materiale virale estraneo al vaccino praticato. La tossicità e la pericolosità dei metalli pesanti e delle altre sostanze presenti, qui solo genericamente e parzialmente indicate, è stata chiaramente dimostrata dalla relazione della “Commissione Uranio impoverito e Vaccini” della Camera dei Deputati. Ulteriori elementi sono stati acquisiti dall’Associazione “Corvelva” e saranno pubblicati agli inizi del prossimo mese di settembre. Per quanto riguarda la tossicità dei metalli pesanti è bene chiarire che si tratta di sostanze non ingerite, come avviene normalmente con gli alimenti che li contengono, ma inoculate in un bambino di appena tre mesi, con un sistema immunitario ancora immaturo e spesso in presenza di iperattività e allergia nella storia clinica parentale. Un complesso di circostanze, quindi, che non autorizza nessuno ad assumere atteggiamenti di pressappochismo e di minimalismo rispetto alla molteplicità degli interrogativi che la presenza di tali sostanze pone alla coscienza degli scienziati. Migliaia sono i casi di reazione avversa e decine quelli classificati come gravi e purtroppo anche mortali, dei quali pare nessuno si occupi.

 

Quanto grande e diffuso sia il fenomeno degli eventi avversi non è dato sapere, avendo l’AIFA sempre serbato i dati in questione. Decine di studiosi e di ricercatori pubblicano quotidianamente su riviste scientifiche le interazioni tossiche tra metalli pesanti e corpo umano, nonché i danni anche epigenetici che tali metalli procurano al genoma umano. Tanto dovrebbe bastare perché invece di assistere a guerre di religione tra opposte tifoserie, si stimolasse un confronto tra scienziati nel superiore interesse della salute pubblica; confronto da tenersi sotto l’egida del Ministero della Salute e attraverso le verifiche epistemologiche che sono proprie della Scienza e che nulla hanno a che vedere con gli anatemi che vengono scagliati dai presunti depositari della verità.

 

Credo che “Il Foglio”, da giornale liberale qual è, dovrebbe dare la parola non solo al prof. Burioni ma anche a coloro che, sulla base di diverse evidenze scientifiche, dimostrano la pericolosità dei metalli pesanti e delle altre sostanze contenute nei vaccini e le cui tesi non sono state, peraltro, finora smentite con l’evidenza di prove a confutazione.

Con viva cordialità

Vincenzo D'Anna, già senatore e presidente nazionale dell'ordine dei biologi

 

Sarà un problema di percezione del Foglio, ma non sembra ci siano molte differenze tra chi è “contro i vaccini sulla base di apodittici convincimenti” e chi “si affanna a lanciare allarmi sulla tossicità degli additivi” presenti nei vaccini. Chi “lancia allarmi” senza prove e studi scientifici seri a supporto delle proprie affermazioni, inevitabilmente finisce per sembrare uno “contro i vaccini sulla base di apodittici convincimenti”. Le affermazioni del senatore D’Anna vengono poste come incontrovertibili e accertate, ma in realtà non siamo riusciti a trovare una fonte che affermi che il “mercurio” alle dosi una volte contenute nei vaccini e ora l’alluminio siano tossici, così come non siamo riusciti a trovare riscontri sulle “reazioni autoimmuni” e all’“inquinamento da Ogm”. D’Anna parla giustamente di un confronto “attraverso le verifiche epistemologiche che sono proprie della Scienza”, eppure in maniera sorprendente non cita alcune fonte o istituzione scientifica, ma una relazione di una Commissione parlamentare e “elementi” non ancora pubblici in mano all’Associazione “Corvelva”. Ora, si dà il caso che il Corvelva (Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni) sia una delle più importanti associazioni No Vax (o free Vax), di quelle che rivendicano la libertà di non vaccinare. Il Corvelva inoltre per anni ha diffuso ingiustificati allarmi e autentiche bufale sulla correlazione tra vaccini e autismo, vaccini e morti in culla, spesso anche attraverso una campagna pubblicitaria scioccante. Ultimamente, al di fuori delle proprie competenze, il Corvelva si è spinto con uno dei suoi “studi”, probabilmente simile a quello consultato in anteprima dal senatore D’Anna, a negare il ruolo della Xylella nel disseccamento degli ulivi, uscendo fuori dalla sua mission che riguarda i vaccini ma in piena continuità con il suo metodo anti-scientifico e complottista.

 

Quanto agli studi veri, non è vero che “decine di studiosi e di ricercatori pubblicano quotidianamente su riviste scientifiche le interazioni tossiche tra metalli pesanti e corpo umano, nonché i danni anche epigenetici che tali metalli procurano al genoma umano”. Basta fare una ricerca sul database delle pubblicazioni Pubmed per rendersi conto che gli articoli scientifici in questa direzione sono pochissimi e scientificamente non consistenti. Sulla vaccinovigilanza Aifa pubblica dati e relazioni annuali sulle segnalazioni di possibili reazioni avverse, in linea con gli standard e la metodologia degli altri sistemi europei e dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): l’innocuità della somministrazione di vaccini combinati o di più antigeni simultaneamente è comprovata dai dati di sicurezza ed efficacia valutati dalle autorità regolatorie nazionali, europee e internazionali nella fase di autorizzazione alla immissione in commercio e, successivamente, nel corso del tempo mediante l’analisi dei dati di farmacovigilanza che segue all’utilizzo di ogni farmaco, vaccini inclusi.

 

Quanto al mercurio e all’alluminio, due argomenti molto sentiti dagli antivaccinisti, non è vero che le tesi sulla presunta pericolosità di queste sostanze alle piccolissime dosi presenti nei vaccini non siano state mai smentite. Lo ha fatto il Global Advisory Committee on Vaccine Safety (GACVS), fondato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per rispondere prontamente, efficientemente e con rigore scientifico a quesiti sulla sicurezza dei vaccini di potenziale importanza globale. I suoi membri sono esperti riconosciuti da tutto il mondo nei campi dell'epidemiologia, statistica, pediatria, medicina interna, farmacologia e tossicologia, malattie infettive, salute pubblica, immunologia e autoimmunità, regolamentazione e sicurezza dei farmaci. Il GACVS ha ad esempio analizzato due articoli che sostenevano una correlazione tra l’alluminio presente nei vaccini e l’autismo ed è giunto alla conclusione che erano studi concettualmente sbagliati e quindi le loro conclusioni non scientifiche (WHO - Weekly Epidemiological Record del 27 luglio 2012).

 

Sorprende che il presidente nazionale dell’Ordine dei biologi preferisca come fonte scientifica il Corvelva (associazione No Vax) all’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche perché così spinge l’opinione pubblica a credere che egli sia uno di quelli “contro i vaccini sulla base di apodittici convincimenti di natura estemporanea”.

Luciano Capone

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