Vannacci è un superpassatista che si spaccia per futurista

Il concetto di remigrazione è recente, ma i riferimenti del generale e dei suoi sodali sono rimasti molto indietro. Si sente aria di fallimento
6 AGO 26
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Foto ANSA

“E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori”. Eppure Vannacci fa proprio questo, mette il vino nuovo (la remigrazione) negli otri vecchi (il fascismo). Vannacci e molti dei suoi che si autodefiniscono futuristi e che invece a me sembrano superpassatisti. Proprio nostalgici. Non parlo per sentito dire, sono ambienti che conosco bene e fin da bambino: mio padre era nella Folgore (credo fosse l’unico non missino del reparto, votava Pri), molti miei vecchi amici sono stati volontari paracadutisti, anche nel Col Moschin, molti miei nuovi amici sono in Futuro Nazionale. Sto parlando di circa la metà dei miei amici che fanno politica, da Lorenzo Gasperini in giù. Mi dispiace dar loro fastidio ma non posso tacere: ho sentito Vannacci usare il termine “badogliani” e ho letto Furgiuele, appena intervistato qui, dichiarare di avere come unico riferimento Benito Mussolini. Ma che testa, anzi Testone, si ritrovano? Ma dove pensano di andare? Sento già aria di fallimento e ghetto. La remigrazione sarebbe un’idea interessante e Vannacci è il miglior oratore su piazza ma con questo lessico, con questi sodali, con questi maestri, non si può costruire nulla, si può soltanto spaccare tutto. Non è che lo dico io, lo dice Gesù Cristo (Vangelo di Luca 5,37).