di Camillo Langone
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Chiacchiere sui tappi. Perché rifuggire le novità tecniche nel vino?
A cena con Walter Massa, massimo esperto italiano in materia. Parla a lungo delle sue sperimentazioni personali, delle ultime ricerche scientifiche, mostra grafici. Morale? Il sughero in briciole lasciamolo ai prosecchisti
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12 FEB 22
Ultimo aggiornamento: 05:21 AM

Photo by John Murzaku on Unsplash <br />
“Era un prosecco talmente cattivo che mi ha rovinato il Campari”. Non ho capito se quella di Walter Massa è una felice battuta o se gli è capitato davvero ma dubito che l’inventore del Timorasso, il produttore di Freise e Barbere talvolta vivaci e sempre magnificamente vive, si abbassi a bere prosecco e figuriamoci spritz (sebbene nella sua versione meno effeminata, col Campari). Comunque non sono a cena con lui per parlare di vino bensì di tappi. Walter Massa da Monleale, diocesi di Tortona e provincia di Alessandria, è il massimo esperto italiano in materia. Mi parla a lungo delle sue sperimentazioni personali, delle ultime ricerche scientifiche, mi mostra i grafici dell’Australian Wine Institute, infine ho la conferma che i tappi migliori in assoluto, anche per i vini da invecchiamento, sono i tappi a vite (quelli di ultima generazione, con particolari membrane). Poi ci sono i tappi a corona, i miei preferiti per quanto riguarda i frizzanti. Poi ci sono i tappi di sughero vero e intero che, sebbene tecnicamente obsoleti, almeno sono belli. Poi ci sono i tappi di sughero finto e i tappi di sughero in briciole (rondellato, granulato, agglomerato): perfetti per le bottiglie di prosecco e i bevitori di prosecco.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).