Una mappa geografica per orientare il campo largo quando si parla di Ucraina

A Strasburgo gli alleati di centrosinistra hanno votato in tre modi diversi per l'ingresso dell'Ucraina in Europa, mentre a Napoli proclamavano l'unità: il Pd come Fratelli d'Italia (a favore), i 5 stelle come la Lega e Vannacci, mentre i Verdi e Sinistra come Forza Italia. Giochi di specchi

9 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 15:10
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Il campo largo a Napoli - foto Ansa

Mercoledì 8 luglio, quando si concludeva il vertice della Nato ad Ankara, quando si imbaldanzivano i bombardamenti reciproci di Iran e Usa, quando a Napoli la prima uscita dei quattro leader del campo largo chiassosamente languiva, il Parlamento europeo votava una relazione sull'Ucraina che conteneva alcuni punti rilevanti. "Il Parlamento ha chiesto un confronto costruttivo su come far avanzare l'integrazione europea dell'Ucraina, tenendo conto anche degli interessi strategici dell'Ue. Gli stati membri dovrebbero considerare le dinamiche nei paesi candidati, compresi i tentativi della Russia di minare il sostegno dell'opinione pubblica all'adesione all'Ue, e lavorare per rafforzare la sicurezza futura dell'Ucraina e del continente europeo…". Nella relazione adottata, in cui si apprezzano i progressi dell'Ucraina nelle riforme connesse al processo di adesione alla Ue, "il Parlamento accoglie con favore l'apertura, avvenuta nel giugno 2026, del primo gruppo tematico fondamentale nei negoziati di adesione, auspicando che gli altri gruppi siano aperti a breve".
Per quanto riguarda le future elezioni ucraine, nel testo si evidenzia "l'importanza di concedere tempo sufficiente affinché, una volta revocata la legge marziale, siano garantite tutte le condizioni e gli standard necessari per lo svolgimento di elezioni libere ed eque. I deputati respingono le pressioni dell'amministrazione statunitense affinché l'Ucraina organizzi elezioni mentre è ancora in corso la guerra con la Russia". Erano corse giorni fa voci sul proposito ventilato di indire le elezioni il prossimo autunno, eventualità in vista della quale, si è detto, Zelensky aveva invitato Zaluzhny, tuttora ambasciatore a Mosca, per chiedergli francamente se intendesse candidarsi alla presidenza, ottenendone la conferma: si candiderà. Ieri tuttavia l'intervista di Mykhailo Podolyak a Sabato Angieri per il manifesto escludeva recisamente, e ragionevolmente, che sussistano le condizioni materiali perché si tengano le elezioni.
I leader del campo largo in piazza del Gesù a Napoli alla prima manifestazione nazionale della coalizione - foto Ansa di Ciro Fusco
I leader del campo largo ( da destra) Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Elly Schlein e Nicola Fratoianni con il presidente della Campania Roberto Fico , in piazza del Gesù a Napoli l' 8 luglio alla prima manifestazione nazionale della coalizione 9 luglio 2026 ANSA/ CIRO FUSCO
Un punto più delicato della risoluzione di Strasburgo, di cui nei giorni scorsi si è qui largamente discusso, riguardava la malaugurata decisione di Zelensky di intitolare un'unità militare d'élite agli "eroi dell'Esercito insurrezionale ucraino (Upa)", che aveva portato a una severa crisi nei rapporti con la Polonia e personalmente fra il presidente polacco Navrocki e Zelensky, spinta fino alla revoca e la riconsegna di decorazioni. "I deputati europei deplorano la mancata considerazione per la sensibilità e il dolore della Polonia, e ritengono che tale decisione comprometta le relazioni di buon vicinato. Chiedono pertanto una de-escalation e un rinnovato impegno in buona fede verso la riconciliazione". È notevole che mentre la risoluzione è stata approvata con la maggioranza, già larga, di 460 voti favorevoli, 136 contrari e 59 astenuti, l'emendamento sulla crisi con la Polonia ha ottenuto una maggioranza ben più larga, di 592 voti a favore e solo 42 contrari (il giorno prima, martedì, c'era stato un incontro fra Navrocki e Zelenskyj, il primo dopo la rottura).
Non avevo citato a caso la concomitanza tra il voto di Strasburgo e la manifestazione infelice e disturbata di Napoli, che "lanciava" la coalizione fra democratici, 5 stelle e Verdi e Sinistra. I 5 stelle a Strasburgo hanno votato contro la risoluzione sull'Ucraina, i Verdi e Sinistra si sono astenuti, e i democratici hanno votato a favore, con l'eccezione di Marco Tarquinio e di Cecilia Strada (della seconda molto mi dolgo). Cioè, su una questione come la guerra di aggressione scatenata senza esclusione di colpi da più di quattro anni nel cuore dell'Europa, il fronte dell'opposizione politica italiana che aspira a conquistare la maggioranza e a succedere al governo di destra, ha votato ancora una volta in tre modi diversi, soltanto perché un quarto modo non esiste. A Napoli, il leader dei 5 stelle e autocandidato alle primarie per la leadership generale, intanto ammoniva la (poca) folla: figuratevi che vogliono farvi credere che la Russia rappresenti una minaccia!
I democratici hanno votato come il partito di maggioranza relativa nell'alleanza di governo. I 5 stelle come la Lega e Vannacci. I Verdi e Sinistra come Forza Italia. Giochi di specchi. E badate: salvo che io non abbia capito niente, in questa circostanza non era in ballo niente che avesse a che fare con le armi. Né l'ingresso nella Nato, sul quale ad Ankara Zelensky aveva ritenuto di permettersi una battuta, surclassata dalla risposta a Trump che gli chiedeva se sarebbe andato a Mosca: troppo rischioso, con tutti quei droni ucraini... Il nuovo orizzonte dell'amor di pace si è inopinatamente e scandalosamente riempito di droni ucraini, mentre il cielo andava riservato ai missili balistici russi, sicché ora non ci si può più contentare di non armare gli ucraini, occorre disarmarli: il famoso disarmo unilaterale. E in questa circostanza, a che cosa hanno votato contro, o da che cosa si sono astenuti? Al rischio che l'Ucraina si avvicinasse all'Europa? Non si rimpiangeranno mai abbastanza le carte geografiche.