Ancora attacchi Usa sull'Iran: colpiti ponti e infrastrutture. Teheran: "Hormuz si apre solo con un accordo"

 Il Centocom dichiara di aver colpito 90 obiettivi militari. Distrutti due ponte ferroviari, 14 vittime e 78 feriti. L'Iran risponde colpendo le basi Usa nei paesi del Golfo. Nello Stretto traffico marittimo quasi fermo. E il petrolio torna a salire

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Ultimo aggiornamento: 06:54
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Per la seconda notte consecutiva, il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato nuovi raid contro l'Iran, come rappresaglia per gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz dei giorni scorsi. È la prima volta dal cessate il fuoco che le forze Usa colpiscono direttamente infrastrutture iraniane: distrutti due ponti ferroviari, con un bilancio di tre morti in un primo momento, poi aggiornato dal ministero della Salute di Teheran a 14 vittime e 78 feriti nell'arco delle due giornate di bombardamenti su cinque province del Paese. Il Centcom ha reso noto di aver colpito circa 90 obiettivi militari.
Tra i bersagli, secondo le Guardie rivoluzionarie islamiche riprese da Al Jazeera, anche i ponti sulle strade che portano a Mashhad, dove nella stessa giornata si è svolta la cerimonia funebre per l'ex guida suprema Ali Khamenei. Le Guardie hanno accusato Washington di aver voluto oscurare l'evento; sette missili avrebbero colpito il ponte di Aq Tekeh Khan, provocando due esplosioni sulla linea ferroviaria. Le autorità iraniane hanno di conseguenza sospeso il servizio passeggeri sulla tratta Teheran-Mashhad, disponendo il trasporto via terra per i viaggiatori rimasti bloccati.
Teheran ha risposto colpendo le basi militari statunitensi di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein con missili e droni, facendo scattare l'allarme antiaereo nei due Paesi del Golfo. L'esercito iraniano ha successivamente rivendicato ulteriori attacchi con droni kamikaze contro un sistema di difesa Patriot in Kuwait, un sistema di allarme rapido in Qatar e alcuni depositi di carburante in Bahrein. Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano nei colloqui con gli Stati Uniti, ha scritto su X che lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani.
Lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto mondiale di petrolio, ha visto il traffico marittimo ridursi quasi a zero. Secondo i dati di Bloomberg, mercoledì solo 14 navi cargo hanno attraversato lo stretto nelle due direzioni, contro una media di 34 transiti giornalieri registrata nelle tre settimane successive al memorandum d'intesa Usa-Iran del 16 giugno. Tra le poche imbarcazioni ancora in movimento, una superpetroliera sotto sanzioni statunitensi e una nave portacontainer battente bandiera iraniana. L'incertezza sui rifornimenti ha già avuto effetti sui mercati: il petrolio è tornato a salire, con il Wti a 74,33 dollari al barile (+1,10%) e il Brent a 78,89 dollari (+1,12%).
Secondo quanto riporta Axios citando un funzionario Usa, l'attuale fase di scontro tra Washington e Teheran potrebbe protrarsi da pochi giorni fino a un mese, a seconda che l'Iran prosegua o meno gli attacchi alle navi mercantili nello stretto. Fonti statunitensi ritengono che la Casa Bianca disponga ora di maggiore margine per un'escalation, avendo centinaia di petroliere già lasciato il Golfo attraverso Hormuz nelle settimane precedenti.