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In Yemen il lavoro degli esperti dell'Onu continuerà ancora

Venerdì il Consiglio ha votato per la prosecuzione dell’indagine, proposta da una mozione olandese
2 OTT 18
Ultimo aggiornamento: 19:08
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Proteste contro l'inflazione a Taez, in Yemen (foto LaPresse)

Avevo qui scritto della riunione di Ginevra del Consiglio Onu dei diritti umani che avrebbe deciso di mettere fine o di protrarre il lavoro del gruppo di esperti delle Nazioni Unite sui crimini di guerra nello Yemen. Erano soprattutto l’Arabia Saudita e gli Emirati, alla testa di una coalizione sunnita, a volerne la fine. Venerdì il Consiglio ha votato per la prosecuzione dell’indagine degli esperti, proposta da una mozione olandese: i voti favorevoli sono stati 21 contro 8 contrari (il Consiglio comprende 47 membri).
In Yemen si conduce una micidiale guerra fra Arabia Saudita e Iran attraverso le fazioni interposte sunnite e sciite. Non esiste un conto affidabile delle vittime. Milioni sono i cittadini yemeniti, tanti bambini, che soffrono per la carestia di acqua potabile e pulita, cibo e farmaci – aggravata dal sabotaggio militare degli aiuti – per le malattie, soprattutto una vasta epidemia di colera, e per la devastazione di ogni struttura produttiva e civile. La sola economia fiorente è quella degli armamenti, impiegati senza risparmio sulla popolazione civile. La campagna saudita aveva preso di mira il prestigio personale del responsabile del gruppo di esperti, il tunisino Kamel Jendoubi, e aveva accusato il suo rapporto di ignorare deliberatamente le violazioni dei miliziani Houthi. Al contrario, il rapporto denunciava anche gli attacchi illegali dell’artiglieria e dei cecchini Houthi, il reclutamento forzato di bambini soldati, i rapimenti e le torture e il boicottaggio dell’aiuto umanitario. La prosecuzione della missione degli esperti era stata invocata da un appello firmato da centinaia di organizzazioni umanitarie e di personalità.