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Le cinquanta sfumature del narcisista
Patologico, maligno, manipolatore, tossico, vulnerabile. L’etichetta di narcisista è ormai ovunque, dalla politica alla cronaca, dal cinema alla storia. Eppure, per qualche ragione, i narcisisti sono sempre gli altri
6 NOV 26

(Foto Getty)
Leggo che l’elettorato americano ha voluto punire quel narcisista di Trump. Ma leggo anche che andrà a processo quel narcisista di Sempio, e che il pm ha chiesto l’ergastolo per quel narcisista di Kaufmann. Intanto, al cinema si può ancora vedere Tom Cruise nei panni di quel narcisista di Digger. Senza contare che Mussolini – ce lo dice Cazzullo – “mostra un tratto narcisista”. Tutto questo solo sui giornali dell’ultima settimana. Ora, io non pretendo di rubare il mestiere agli psicologi, non più di quanto, nei miei anni da studente, volessi rubarlo agli scienziati della religione. Ma ancora ricordo il mio sconcerto nello scoprire che per certi autori l’epiteto di “gnostico” poteva applicarsi, indifferentemente, al nazista e al figlio dei fiori, al terrorista rosso e al consumista americanizzato, all’illuminista e al romantico, insomma al diavolo e all’acqua santa. La cosa aveva una sua coerenza, considerando che spesso si trattava di autori cattolici: gnostico era un altro nome per indicare l’uomo orgoglioso che pretende di salvarsi da sé.
Mi domando se qualcosa di simile non valga per le cinquanta sfumature del narcisista: patologico, maligno, manipolatore, tossico, vulnerabile, covert, istrionico. Senza l’aiutino biblico, in tanti stanno facendo la commovente scoperta che l’uomo caduto vuol essere come Dio. Lucifero è il padre di tutti i narcisisti maligni, e a tentare Eva non fu quel manipolatore del Serpente? Questa presa di coscienza potrebbe sembrare una buona notizia, non fosse che per qualche ragione narcisisti sono sempre gli altri. Quando, per esempio, ho davanti agli occhi una nota criminologa dedita al culto di sé e del suo ego platinato che appiccica l’etichetta di narcisista patologico a ogni sospettato, indagato, imputato o condannato, dimentico quel poco che so di psicologia e arrivo, per vie più spicciole, a una definizione alternativa che mi pare compendiare i molti e comodi usi della categoria. Eccola: “narcisista maligno” è il modo passivo-aggressivo per dare a qualcun altro dello stronzo.