Il corpo eterico del Papa

Anche il Papa, come il re di Ernst Kantorowicz, ha tradizionalmente due corpi: il corpo fisico, soggetto alla malattia e alla morte, e la perennità della funzione, ovvero la dignità della persona Papae. Da qualche decennio, però, se n’è aggiunto un terzo 

16 OTT 26
Immagine di Il corpo eterico del Papa

(Foto Ansa)

A proposito di Leone XIV e del suo tumore: “Non è forse singolare che fin dai primi decenni del secolo le fonti ci parlano sempre più sovente di malattie del papa e della presenza di medici al letto di un papa defunto?”. Il secolo a cui si riferisce la domanda non è il ventunesimo, è il tredicesimo: perciò possiamo prendere in parola il cardinal Semerari quando dice alla Stampa che “la Santa Sede ha un consolidato know how per affrontare situazioni di malattia dei pontefici”. Il libro da cui ho tratto la citazione iniziale è Il corpo del Papa di Agostino Paravicini Bagliani, pubblicato nel 1994 da Einaudi e ora meritoriamente riproposto, con una nuova introduzione, dall’editore Sismel.
Anche il Papa, come il re di Ernst Kantorowicz, ha due corpi: il corpo fisico, soggetto alla malattia e alla morte, e la perennità della funzione, ovvero la dignità della persona Papae. Di entrambi ha scritto meravigliosamente il Belli: “A guardà bbene, er Papa, appress’a ppoco, | è un omo fatto d’ossa, carne e ppelle, | co la bbocca, li denti e le budelle | e li membrucci sui tutti ar zu’ loco”.
Però, dice un altro sonetto, quando il Papa muore non muore veramente: “l’anima, ferma in ne l’antico onore, | nun va nné in paradiso né a l’inferno,| passa subbito in corpo ar zuccessore.| Accusí ppò vvariasse un po’ er cervello,| lo stòmmico, l’orecchie, er naso, er pelo; | ma er Papa, in quant’a Ppapa, è ssempre quello” (l’ultimo verso è il titolo di un altro ricchissimo libro che vale la pena riscoprire, scritto da Elio Di Michele: Er Papa, in quant’a Ppapa, è ssempre quello. Antropologia e teologia del corpo del papa in Belli, Il Cubo editore).
Ai due corpi se n’è aggiunto, da qualche decennio, un terzo: potremmo battezzarlo, rubando un’etichetta agli esoteristi, il “corpo eterico”, ma nel senso molto banale di corpo trasmesso nell’etere dai mezzi di comunicazione. E qui il know how curiale è meno consolidato: si procede per via sperimentale. Perché non è ancora chiaro se queste vesti mediatiche aderiscano più strettamente ai “membrucci” del pontefice o alla persona Papae.