L'ultima domanda sul caso Moro

Quando la mole di documenti si è fatta troppo grande perché un umano possa padroneggiarla nel tempo miserello di una vita, tanto vale affidarsi all'intelligenza artificiale. Prepariamoci a una risposta terribilmente semplice. E al fatto che forse, nel frattempo, l'AI ci avrà sterminato tutti

11 SET 26
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(Foto Ansa)

Nell’attesa di sterminarci tutti, l’intelligenza artificiale dice di aver risolto un problema su cui i matematici si spaccavano la testa da un paio di secoli, e nel tempo libero sta cercando di venire a capo dell’indecifrabile Manoscritto Voynich. Mi sembra dunque del tutto ragionevole l’idea della giornalista Carmen Lasorella, che propone di applicare la sua geometrica potenza di calcolo alle piramidi di carta accumulate nei decenni intorno al caso Moro. Quando la mole di documenti si è fatta troppo grande perché un umano possa padroneggiarla nel tempo miserello di una vita, tanto vale affidarsi alle macchine. Faccio anche una previsione, vagamente ispirata a un celebre racconto di Isaac Asimov, L’ultima domanda, in cui l’umanità chiede al supercomputer Multivac di trovare un rimedio alla morte termica dell’universo. Dopo aver elaborato per trilioni di anni tutti i dati a disposizione, e quando ormai gli umani sono scomparsi da un pezzo, il computer pronuncia un semplice comando cosmogonico: “Sia la luce”. E la luce fu.
Ebbene, io immagino che l’intelligenza artificiale, rimasticando e rimuginando i milioni di pagine (magari fosse un’iperbole!) conservati dal tribunale di Roma e negli archivi delle varie commissioni parlamentari dedicate al caso Moro, arriverà a una conclusione altrettanto lapidaria. Dopo aver fatto piazza pulita dei falsi misteri, delle banali traveggole, degli enigmi generati da ricordi confusi dei testimoni o da travisamenti degli atti, e una volta sgombrato il campo dagli uomini misteriosi in impermeabile grigio, dalle tecnostrutture segrete, dai terzi e quarti livelli, dai killer professionisti, dai legionari della ’ndrangheta, dai direttori d’orchestra, dalle quindici successive prigioni di Moro sballottato qua e là come un pacco postale, dalle trame atlantiche, sovietiche, israeliane, cecoslovacche, massoniche, vaticane e rettiliane, l’IA scandirà queste cinque limpide parole: “Sono state le Brigate Rosse”. Ma probabilmente non ci sarà più nessuno ad ascoltarle, per il piccolo inconveniente accennato nella prima frase.