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Quando Napoli ricorda l'antica Grecia e i paradossi zen
Il libro di Claudio Pennino è un inventario di modi di dire napoletani che indicano non tanto il non far nulla quanto l’agire senza uno scopo, senza investire sé stessi nell’azione e disinteressandosi dei suoi frutti
8 AGO 26

Foto di Riccardo Tuninato su Unsplash
A Luciano De Crescenzo certi caratteri napoletani ricordavano i filosofi greci antichi; Riccardo Pazzaglia, dal canto suo, pensava che la sapienza partenopea trovasse risonanze nelle metafisiche orientali, e s’inventò la figura di un saggio taoista locale, il professor Cuozzo detto “E Con Ciò” – la formula della “calma celeste” che recitava di continuo. Avevano ragione entrambi, ma forse Pazzaglia ne aveva un po’ di più. Me ne sono convinto leggendo Ntalliarse. L’arte napoletana di perdere tempo facendo cose inutili di Claudio Pennino, un volumetto tipograficamente grazioso come tutti quelli pubblicati da Colonnese. Non si sa se il verbo ntalliarse derivi dal fermarsi sui talloni (talus), dall’antico aliare (aleggiare) o dal greco enthallein, mettere radici. Poco conta, scrive Pennino: l’etimologia incerta rispecchia il “continuo oscillare tra immobilità e leggerezza” che è tipico di quest’arte. Il libro è un inventario di modi di dire napoletani che indicano non tanto il non far nulla quanto l’agire senza uno scopo, senza investire sé stessi nell’azione e disinteressandosi dei suoi frutti.
Siamo evidentemente nei paraggi del wu wei, l’“agire non agendo” taoista. I saggi partenopei useranno però altre formule. Diranno fà ’na cosa c’’o sibemolle (“Il si bemolle, nota ‘abbassata’, ammorbidita, meno tesa del naturale, diventa qui simbolo di un’azione condotta senza rigidità”, commenta Pennino). Oppure diranno stà appiso a nu suonno, stare appeso a un sogno, che sembra alludere, più che alla distrazione (la testa tra le nuvole), al sonno in stato di veglia di un liberato in vita. O ancora, sciuscià ’o naso ê galline, soffiare il naso alle galline, che suona come un koan, un paradosso zen: come soffiare il naso a un animale senza naso? Non dimentichiamo che la gallina è uno dei simboli taoisti di quella passività che bisogna adottare per seguire la Via: “Aprendo e chiudendo le porte naturali, puoi essere una gallina?”, domanda il Tao tê ching. E del resto cos’altro insegna il Tao, se non l’arte di ntalliarse? “L’uomo vero respira con i talloni”. Lo dice il Zhuang-zi, ma potrebbe averlo detto E Con Ciò.