E così la Scuola di Francoforte sarebbe l'origine di molti mali

Secondo un'idea fissa di certa destra americana, Adorno, Horkheimer e Marcuse avrebbero mosso i primi passi di una “lunga marcia” dentro le istituzioni con l’obiettivo strategico del sabotaggio dell’Occidente

4 AGO 26
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Non posso farci nulla: ogni volta che leggo l’identikit dello jettatore tracciato a fine Settecento dal napoletano Nicola Valletta – “magro e pallido, il naso ricurvo, occhi grandi che hanno qualcosa di quelli del rospo, e ch’egli di solito copre, per dissimularli, con un paio di occhiali” – io vedo Theodor W. Adorno. Capite bene che non potevo perdermi un libro che ha in copertina un Adorno con le corna, un pizzetto mefistofelico e una coda acuminata che gli spunta da dietro le spalle. Io scherzo, ma c’è chi prende la cosa molto sul serio: The Cultural Marxism Conspiracy di A.J.A. Woods, pubblicato in primavera dall’editore Verso, ricostruisce le vicende di un’idea fissa di certa destra americana, che vede nella Scuola di Francoforte l’origine di molti mali.
Adorno, Horkheimer e Marcuse avrebbero mosso i primi passi di una “lunga marcia” dentro le istituzioni con l’obiettivo strategico del sabotaggio dell’Occidente. La conquista delle università, l’abbattimento delle gerarchie, la disgregazione della famiglia tradizionale, la corruzione della gioventù, il politically correct, l’identitarismo woke: tutto nasce da lì. Un’idea che nelle sue forme più apertamente deliranti vede Adorno come promotore occulto della triade sesso, droga e rock’n’roll o addirittura come il quinto Beatle, lui che detestava pure il jazz. La parte più spassosa del libro, nonché la più illuminante, è quella che ricostruisce il passaggio della fantasia cospiratoria da sinistra a destra. L’aveva partorita un trotskista americano, Lyndon Larouche, animatore di una piccola setta rivoluzionaria, il NCLC. Negli anni Settanta, in cerca di sponde tra i lunatici di destra, Larouche depurò il suo vocabolario dal marxismo e tradusse le sue idee in un linguaggio più esoterico: l’intellighenzia rivoluzionaria diventò l’“élite neoplatonica”, la classe operaia “il gregge”, e il sistema da abbattere fu indicato in una “contro-élite aristotelica” (guidata dai francofortesi!) che teneva la popolazione nel sonno per mezzo di mitologie mediatiche. Senza saperlo, lo gnosticismo rivoluzionario aveva cominciato la sua lunga marcia verso Matrix.