Brigate dello spray rosso. Le minacce a Nordio su un muro di Roma

Dalla “stella delle Br” allo “stile Br” fino alle “Br” tout court: una progressione lessicale che trasforma una scritta minacciosa in un’organizzazione fantasma. Il rischio? Che le Brigate immaginarie, gonfiate dal riflesso politico‑mediatico, finiscano per credere davvero alla propria esistenza

1 AGO 26
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Foto LaPresse

Fa troppo caldo per l’eskimo in redazione, ma la voglio scrivere lo stesso, la formula incriminata: sedicenti Brigate Rosse. A scanso di equivoci: bene hanno fatto le forze politiche di maggioranza e di opposizione a esprimere solidarietà al ministro Nordio per la scritta ignobile in via Portuense a Roma – “Nordio ti metto dentro una R4” – e bene ha fatto il presidente Mattarella a telefonargli. Ma fate caso agli slittamenti in questa progressione di titoli: “Minacce al ministro con la stella delle Br” (Corriere della Sera); “Minacce stile Br a Nordio” (il Fatto Quotidiano); “La minaccia choc delle Br contro Nordio” (il Giornale); “Minacce delle Brigate Rosse a Nordio” (Libero). Ora, che una scritta minacciosa sia ipso facto una minaccia è una comprensibile sintesi da titolista (sull’effettiva consistenza dell’intimidazione indagherà chi di dovere). Ma più interessante è il passaggio dalla “stella delle Br” allo “stile Br” alle Br tout court. Da un simbolo nefasto – un meme politico, se vogliamo – si deduce l’esistenza di un gruppo armato che lo avrebbe tracciato a vernice rossa su un muro romano. È un gioco di prestigio che facevano, nei loro ultimi colpi di coda, i terroristi stessi ormai sconfitti: moltiplicare sigle fittizie per suggerire la presenza di una vasta rete di organizzazioni a sostegno delle loro azioni, rete che però non esisteva. La faccenda può esser vista anche da un punto di vista più esoterico – la stella a cinque punte non è forse un pentacolo magico? Sull’occultismo brigatista conosco un paio di libri stravaganti – Br esoteriche di Ruggiero Capone, Alchimia e lotta armata di Guido Andrea Pautasso – ma la connessione che suggerisco è più indiretta. La storia dell’esoterismo occidentale è disseminata di fraternità immaginarie – una su tutte: i Rosa+Croce – che, a furia di parlarne come fossero reali, hanno finito per esistere davvero. Non vorrei che le Brigate dello spray rosso, trasformate per calcolo politico-giornalistico in Brigate Rosse punto e basta, si convincessero di essere più che sedicenti.