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Il Bi e il Ba •
Allucinazioni elettorali (peggio di quelle di Fantozzi)
Ogni mossa architettata per semplificare le cose per via elettorale ottiene l’effetto di incasinare un po’ di più il sistema. Alcuni dei nostri ragionieri cominciano a prestare orecchio alle lusinghe di un generale-sirena. Altri resistono, e sperano ancora nell’intervento risolutore di un Nazareno
30 GIU 26

Foto Ansa
Quando il sole è così caldo da sciogliere la cera e sul mare cade la bonaccia, è l’ora privilegiata delle apparizioni. Anch’io sono stato visitato dal demone meridiano. Stavo leggendo l’ennesimo pastone romano sulla legge elettorale. In pentola ribollivano dozzine di dichiarazioni di altrettanti partiti a proposito di preferenze, listini bloccati, premi di maggioranza, soglie di sbarramento, firme da raccogliere. L’iter sarà a ostacoli, commentava il notista. “Che anno è questo?”, mi sono sorpreso a pensare in uno strano panico da déjà-vu. Cambiano i nomi in latino maccheronico delle proposte di legge, ma i maccheroni hanno ogni estate lo stesso sapore. Ed è a questo punto che ho avuto la visione.
Nel mio mezzogiorno divinatorio, ho visto Fantozzi e Filini in campeggio che noleggiano un mostruoso barcone a remi. Creano un piccolo groviglio con i fili delle canne da pesca, ma a ogni tentativo di sbrogliarlo il nodo si fa più stretto, più inestricabile, e alla fine si ritrovano sul pagliolo legati come carni da arrosto sulla teglia di un forno. Alle tre del pomeriggio Filini comincia a sentire il canto delle sirene: gli dicono che è bellissimo. Fantozzi ha le sue solite allucinazioni a sfondo mistico: il Messia cammina sulle acque, vorrebbe anche soccorrerli, ma dopo aver constatato che i due impiegati non hanno con sé né pani né pesci decide di passare oltre, non sapendo bene cosa moltiplicare. Ebbene, da trentacinque anni l’Italia politica è nella condizione di Fantozzi e Filini. Ogni mossa architettata per semplificare le cose per via elettorale – “Ecco, mi lasci passare sotto il braccio”; “torni qua, rischiamo di fare un garbuglino” – ottiene l’effetto di incasinare un po’ di più il sistema. Alcuni dei nostri ragionieri cominciano a prestare orecchio alle lusinghe di un generale-sirena. Altri resistono, e sperano ancora nell’intervento risolutore di un Nazareno, dimentichi del naufragio dell’omonimo patto. Solo un dio ci può salvare, diceva il filosofo. Ma salvare cosa, esattamente?