La seconda morte di "Ramón Mercader" Pasolini

A 51 anni dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini, la procura riapre le indagini. Dopo due tentativi falliti, torna il mistero sulla morte dello scrittore. E con lui le teorie sui presunti moventi politici, che finora hanno prodotto più ipotesi che prove 

3 NOV 26
Immagine di La seconda morte di "Ramón Mercader" Pasolini

(Foto Getty)

Lui lo sapeva, ma non aveva le prove. Nutrendo un leggerissimo pregiudizio sulle capacita da Miss Marple delle nostre magistrature – a Roma ancora stiamo aspettando la soluzione del caso Orlandi – scommetteremmo un dime che anche stavolta le prove non le avranno nemmeno loro. Ma wait and see, e buon lavoro ai pm. Che hanno una passione per i cold case superiore a quella di un talk del pomeriggio, così hanno riaperto l’inchiesta sull’omicidio di Pasolini. Cinquantuno anni fa ieri.
E dire che due precedenti istanze di riapertura indagini erano già state cassate nel 2016 e nel ’23, non c’era trippa per gatti. Stavolta dice di sì, ci sarebbe persino un testimone e “nuovi elementi emersi anche dalla visione delle immagini fornite dalla Rai”. Per adesso ci possiamo attestare su quel che immaginavamo tutti da 51 anni: Pino Pelosi era solo un angelo dalla faccia sporca. Ma l’unica cosa davvero interessante (trovassero un colpevole, varrà anche per lui l’attenuante del tempo passato?) è che la seconda morte di Pasolini, come quella di Ramón Mercader, è solo una fantasticheria politica, un romanzo enigmistico e un incubo notturno di cui tutti sappiamo, ma nessuno ha le prove: lo hanno ucciso perché scriveva Petrolio. Poi abbiamo letto Petrolio: si sarebbe suicidato prima l’editor.