La procura riapre le indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Verrà ascoltato un nuovo testimone

Dopo due tentativi andati a vuoto, i pm di Roma aprono un nuovo fascicolo per indagare su quanto accaduto a Ostia esattamente cinquantun anni fa. "Non nascondo la mia emozione e soddisfazione per la decisione assunta dalla procura", dice l'avvocato Stefano Maccioni

2 NOV 26
Ultimo aggiornamento: 11:58
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Foto Ansa

A cinquantun anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, la procura di Roma ha aperto una nuova indagine sull’omicidio dello scrittore e regista, avvenuto all’Idroscalo di Ostia nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975. "Il fascicolo è stato affidato al pm Silvia Santucci", ha spiegato l’avvocato Stefano Maccioni, che nei giorni scorsi ha presentato l’esposto alla magistratura inquirente. "Non nascondo la mia emozione e soddisfazione per la decisione assunta dalla procura della Repubblica di Roma di svolgere nuove indagini in merito all’omicidio di Pier Paolo Pasolini", ha aggiunto il legale. Secondo quanto è emerso finora la richiesta è stata avanzata per ascoltare un nuovo testimone che potrebbe fornire elementi nuovi alle indagini.
L'istanza di novembre è legata – si legge – a "nuovi elementi emersi anche dalla visione delle immagini fornite dalla Rai del telegiornale dell'epoca ma soprattutto fondata sulla elaborazione dei dati finora raccolti che devono necessariamente essere letti unitariamente e che conducono ad un'unica conclusione: Pelosi non era con certezza da solo la sera dell'omicidio quindi è fondamentale accertare chi fosse con lui quella sera".
"La nuova istanza, presentata nel novembre 2025 e successivamente integrata nel maggio 2026, si basa su nuovi elementi raccolti da questa difesa", ha spiegato Maccioni. "Confidiamo che la procura della Repubblica di Roma riesca finalmente a fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando. Nel contempo, invitiamo tutte quelle persone che fino a oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare".
Nel 2016 e nel 2023 erano già state presentate istanze per la riapertura delle indagini, entrambe respinte dalla procura. L’ultima inchiesta, contro ignoti, si era invece conclusa nel 2015 con l’archiviazione, dopo cinque anni di accertamenti. Avviate nel 2010, le investigazioni non avevano infatti portato all’identificazione di nuovi responsabili.
Per l’omicidio di Pasolini è stato condannato in via definitiva Giuseppe "Pino" Pelosi. Fu lui a dare una prima svolta al caso nel 2005, quando, durante un’intervista televisiva, ritrattò la confessione resa trent’anni prima, sostenendo di non essere stato solo la notte del delitto.