Why only Bardella? Tutti gli altri, liberi di odiare

Siccome Bardella è un fascistone, lo si può attaccare pure per le frasi antisemite. Invece tutti gli altri, quelli che da tre anni e più dicono, e soprattutto pensano, le stesse oscenità, ma sono di sinistra, magari attori di serie virgola con la kefiah, vanno bene 

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(Foto Ansa)

Non abbiamo fatto un balzo sul divano, come invece fingono di aver fatto le anime belle della nuova religione del “palestinismo” (copyright Donatella Di Cesare) quando abbiamo scoperto che Jordan Bardella all’età di 18 anni diceva: “Tutte le banche sono di proprietà di ebrei”. E anche: “L’ebreo deve dominare gli altri popoli, schiacciarli e derubarli, un sionista è necessariamente ebreo, e nel profondo”. Non abbiamo sobbalzato perché un politico che milita in un Rassemblement nato tra le acque sporche di Vichy può malissimo pensarlo, e pure dirlo. Il che fa piuttosto schifo. Siamo invece svenuti sul divano vedendo che gli adepti del palestinismo fanno le verginelle solo per Bardella. Loro che passano il tempo a trovare rispettabili i mostri che gridano “dal fiume al mare”, che è la versione aggiornata di Bardella.
La faccenda è chiara, e fa ben capire come funzioni il pensiero (ops!) della setta degli odiatori di Israele: siccome Bardella è un fascistone, lo si può attaccare pure per le frasi antisemite. Invece tutti gli altri, quelli che da tre anni e più dicono, e soprattutto pensano, le stesse oscenità, ma sono di sinistra, magari attori di serie virgola con la kefiah, vanno bene. E non ci riferiamo solo alla notoria rapporteur Albanese, che straparla di genocidio ma evidentemente non aveva letto neppure Primo Levi, sarebbe facile. Basta scartabellare le cronache quotidiane, per trovare sincerissimi amici degli ebrei come il sindaco di Bari Decaro, che in piazza cantò “Palestina libera dal fiume fino al mare”, ma nessuno ne informò Mediapart.
O la parlamentare del Pd Sara Ferrari, stesso tic sloganistico. O per andare di là dal mare il sindaco di New York Mamdani, così rispettabile per le sue idee, anzi un faro per la sinistra italiana, che però per prima cosa revocò le misure sull’antisemitismo e si era rifiutato di condannare l’espressione “globalizzare l’Intifada”, mentre la sua artistica moglie metteva i like al 7 ottobre. Ma vanno tutti bene loro. E’ la democrazia, bellezza, solo legittime opinioni. Oppure quel cretino del ct dell’Irlanda: “Noi non giochiamo col genocidio”. Poi ha giocato (e pure vinto), perché le scemenze hanno le gambe corte. Oppure i partigiani che a Milano cacciarono la Brigata  ebraica gridando “siete solo saponette mancate”. O la partecipazione negata al Pride per Lgbtq+ Keshet Italia, essere ebrei non rientra nei diritti. Si perdona, si circoscrive: è la complessità del reale.
Ma se il Domani pesca le chat di fratellini d’Italia che dicono “leccaculo dei giudei”, quello sì che è uno scandalo duro. Amichai Chikli, ministro israeliano della Diaspora e della lotta contro l’antisemitismo, a proposito dello scoop su Bardella ha dichiarato: “Non abbiamo alcuna fiducia in persone che dedicano la vita a contestare il diritto del piccolo Stato ebraico a esistere”. Why only Bardella?