Noi peculiaristi non andiamo da Starbucks a Milano

Camillo Langone

Per non incorrere in equivoci non mi definisco più nazionalista (non voglio certo spezzare le reni alla Grecia) né tradizionalista (non rimpiango il vino del contadino, odio i centrini di merletto) né papista (agli africani ricorderei i peccati, non manderei gelati). Oggi mi piace definirmi peculiarista. Peculiarista è colui che in ogni città, opera, persona cerca la singolarità, ciò che non si può trovare altrove e che pertanto rende indispensabile quella determinata città, opera, persona. Esempio facile facile: se mi trovassi a Seattle andrei a prendere un caffè da Starbucks, se mi trovo a Milano vado a prenderlo al Camparino in Galleria. Sia sempre chiara la differenza fra straordinario e seriale.

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