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nel Pd •
Peppe Provenzano, l’altro inviato da Kyiv a Canicattì
La Sicilia esplode, il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo si è dimesso e la leader dem spedisce da Roma il Kofi Annan delle sinistre unite, che studia per siglare il trattato di pace fra Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli
4 NOV 26

Foto ANSA
Da Lula a Vladimiro Crisafulli, da Kyiv a Canicattì. La Sicilia esplode, il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo si è dimesso ed Elly Schlein interviene: spedisce da Roma, l’alto inviato Peppe Provenzano. Non è un commissario, non il segretario: è di più. A Roma è Provenzano, il Kofi Annan delle sinistre unite, il Socrate di Milena che studia per siglare il trattato di pace fra Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli. Del resto ha come delega di partito gli esteri. A Palermo non si sa bene con che con titolo sia stato spedito dalla segretaria per negoziare una tregua. Commisario non è ma allora che è? Un’entità. Mentre scriviamo l’inviato Provenzano sta dialogando su un divanetto con Conte e Fratoianni e poi prende l’aereo, si dirige nella sua terra piena di poesia, luce e controversie. Un conflitto è in atto. Vediamolo.
Sua maestà Crisafulli, sindaco di Enna, comunista vicino a D’Alema, colui che vince “con il maggioritario, proporzionale e sorteggio” (è la sua frase famosa), è pronto a candidarsi alla guida della regione, ma c’è un ex iena, Ismaele La Vardera, che lo insidia. A chi il regno: a Crisafulli o a La Vardera? C’è chi dice: e se candidassimo Provenzano? Non ce ne voglia la Sicilia, ma si può ingabbiare il nostro futuro ministro degli Esteri all’isola, dopo averlo fatto tanto studiare? Provenzano già si vede al posto di Tajani, ministro dello Schlein I. Da Londra a Brasilia, fino a Belgrado, prendendo caffè con tutti i socialisti premier. La Sicilia è solo il Lego per la sua grande Yalta, le sue prove generali. Volete vedere che dove ha fallito Trump può riuscire Kofi Provenzano? Trump riuniva in Alaska, Provenzano può farlo a Pantelleria. Con lui la Farnesina è un’arancina. (c.car)
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
