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Le linee rosse di Azione su Forza Italia
“Roberto Occhiuto sta amministrando bene, ha dato una scossa della quale si sentiva bisogno. E la sua linea in Forza Italia ci interessa”. Parlano il senatore Marco Lombardo e il segretario regionale di Azione in Calabria Francesco De Nisi
31 OTT 26

Foto Lapresse
Dopo il Piemonte, anche la Calabria. “Roberto Occhiuto sta amministrando bene, ha dato una scossa della quale si sentiva bisogno. E la sua linea in Forza Italia ci interessa”, dice al Foglio Marco Lombardo, senatore calabrese di Azione. Gli chiediamo quanto il partito sia vicino agli azzurri, quanto sia disponibile a un’alleanza in vista delle politiche: “Il punto è se una coalizione debba essere costruita per governare o per vincere – risponde –. Perché nel secondo caso allora rischiamo di mettere dentro cose che poi alla fine portano all’immobilismo, al galleggiamento, a non prendere delle decisioni. Tenere insieme un conservatorismo che strizza l’occhio al patriottismo e un liberalismo europeo è impossibile. Nella maggioranza di oggi ci sono contraddizioni enormi, basti pensare allo stop agli aiuti a Kyiv chiesto da Matteo Salvini”.
Il leader di Azione Carlo Calenda ha che detto un centrodestra senza Salvini ne uscirebbe fortificato, e la premier Giorgia Meloni ha messo nero su bianco che la posizione del governo sull’Ucraina non cambierà, con soddisfazione sia di Azione che di Forza Italia. “E’ il partito che abbraccia di più le nostre tematiche – dice Lombardo – dalla concorrenza al sostegno alle imprese, fino al nucleare. Ma dovrebbero superare la loro timidezza sui diritti civili, come del resto gli consigliano da tempo Marina Berlusconi, Alberto Cirio e lo stesso Occhiuto”. La cui linea, tanto in Calabria, quanto dentro il partito a Roma, è ben apprezzata da Azione. “E’ una buona cosa”. Se proprio coalizione deve essere, dice quindi il senatore calendiano, che sia per governare. “Si passi dalle parole ai fatti”, dice Francesco De Nisi, segretario regionale di Azione in Calabria, sulle condizioni per un’alleanza vera e propria tra i due partiti. A Roma, invece, Lombardo si augura che Calenda rimanga aperto al dialogo. “Noi il confronto lo avremo con tutti: con la parte più liberale del centrodestra e con quella riformista del centrosinistra – conclude il senatore – ma è un dato di fatto che la prima abbia molto più peso della seconda”.