Il fronte sanitario di FI. Incassa il bonus per gli over 75 ma promette battaglia sui No vax. Il caso Cpr e le mire su Schillaci

Il partito di Tajani festeggia il voucher da 300 euro promesso agli elettori. Ma tra i parlamentari serpeggia malcontento per il reintegro dei medici anti vaccinisti. E guardando alla prossima legislatura i forzisti mettono nel mirino il ministero della Salute
29 OTT 26
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Per Forza Italia è sempre stato un tema centrale, la sanità. Tanto che il vicepremier Antonio Tajani s’era speso personalmente affinché nuove misure precipitassero nella legge di Bilancio. Alla fine, il voucher da 300 euro destinato agli over 75 per prenotare prestazioni non coperte dal Sistema sanitario nazionale ha trovato accoglimento nella Manovra. Ma quel che importa è che il partito, nelle intenzioni del segretario, sia riuscito a differenziarsi rispetto al resto della maggioranza. Non è, però, il bonus l’unico fronte aperto dai forzisti sulla sanità. Se n’è avuta una evidenza con l’approvazione, alla Camera, di una norma che ha prevede anche il reintegro dei medici No vax. Con il partito che nella votazione s’è spaccato e con senatori (valgano le parole qui sotto di Licia Ronzulli) che annunciano battaglia per stravolgere il testo. Anche grazie al tempismo scelto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che alla celebrazione dei “Giorni della ricerca” ha parlato, in termini generici, di “sconcertante contrarietà ai vaccini, frutto di fake news”.
Sempre su questioni mediche e sanitarie, poi, nei giorni scorsi Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento in seno al ddl Sicurezza in cui, in seguito all’inchiesta verso alcuni medici di Ravenna indagati per associazione a delinquere per non aver firmato i certificati di idoneità ai Cpr, si chiede che le visite possano essere ripetute presso un’altra Asl. Su questo Forza Italia ha una posizione più equilibrata e in queste settimane si è limitata a chiedere delle verifiche su quanto accaduto. C’è poi il versante legato ai rapporti non idilliaci (eufemismo) con il ministro della Salute Orazio Schillaci, con cui non solo la Lega ma anche Forza Italia ha bisticciato quando il ministro provò a far approvare la sua riforma dei medici di medicina generale. E anche in ragione di un raffreddamento dei rapporti tra il ministro e FdI, a Tajani e ai suoi non dispiacerebbe agguantare un ministero considerato di primo piano. Anche da qui, forse, nasce l’insistenza su un fronte che peraltro rischia di diventare un grande tema da campagna elettorale.