Inneggiare a Hamas è Possibile. Druetti: “Pronti al campo largo”

"Non è un reato. È altrettanto grave sostenere, appoggiare e inneggiare a uno stato genocida, e nessuno lo trova problematico. Acerbo? Ha solo fatto un iperbole. Le elezioni 2027? Abbiamo una lunga interlocuzione con Avs ". Parla la segretaria di Possibile, partito fondato da Pippo Civati nel 2015

27 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:56
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Foto Lapresse

“Maurizio Acerbo non ha sbagliato. Inneggiare a Hamas non è un reato. E poi perché allora nessuno trova problematico inneggiare a uno stato genocida come Israele?”. A difendere al Foglio il leader di Rifondazione comunista è Francesca Druetti, segretaria di Possibile, partito fondato nel 2015 da Pippo Civati, dopo aver lasciato il Pd in aperta polemica con la linea portata avanti dall’allora segretario dem Matteo Renzi. Ci si rifugiò anche Elly Schlein fino al 2019. Oggi Possibile abbraccia battaglie di sinistra, protesta contro il ddl antisemitismo e dialoga con Rifondazione sulla patrimoniale. “Abbiamo sostenuto insieme una proposta di legge per tassare lo 0,1 per cento più ricco della popolazione”, dice Druetti, che vuole correre alle elezioni all’interno della coalizione di centrosinistra. “La maggioranza del partito è convinta che il campo largo sia il luogo in cui portare la nostra proposta elettorale – spiega –. Stiamo valutando l’assetto giusto, abbiamo una lunga interlocuzione con Avs. Nel 2022 ci siamo presentati nelle loro liste, ma senza il nostro simbolo. Sono il nostro aggancio in Parlamento”.
Per il 2027, come scrivevamo sabato, si ragiona su un accordo elettorale a “bicicletta”: un contrassegno con due simboli, quello di Rifondazione e di Possibile. “Non commento per ora su questo. Un’opzione sarebbe inserire qualche nostro nome nelle liste di Avs, ma dipende anche da loro”. I punti di contatto con Bonelli e Fratoianni sono tanti. Quelli con Rifondazione pure. Acerbo ha chiesto polemicamente su X se sia vietato inneggiare a Hamas. “Non è un reato – risponde Druetti – e non lo sarebbe nemmeno se passasse il ddl antisemitismo. Acerbo ha solo fatto un iperbole”. Sarà d’accordo almeno col fatto che inneggiare a Hamas, un gruppo terroristico, sia piuttosto grave. “E’ altrettanto grave sostenere, appoggiare e inneggiare a uno stato genocida, e nessuno lo trova problematico. Se continuiamo a riconoscere che il governo che sta commettendo il genocidio è degno di rappresentanza internazionale, di partecipare ai forum in tutto il mondo, agli incontri dei governi eccetera e su questo non abbiamo niente da dire, io non credo che giudicare Hamas sia segno di intelligenza politica”.
Il senatore dem Filippo Sensi ha detto che Acerbo ha pestato “un merdone”, ricordando con amarezza che il Pd gli abbia anche prestato un senatore (Andrea Crisanti) per agevolare la presentazione della lista rossa alle prossime elezioni. “E’ un linguaggio da mercato delle vacche – dice Druetti –. Dare un parlamentare non vuol dire che bisogna essere allineati a loro e decidere cosa debba fare Rifondazione”. Per la leader di Possibile il 7 ottobre “è stato un atto di violenza che però – ci tiene a puntualizzare – è inserito in un contesto di violenza ancora più estrema, il genocidio. In questo dibattito la sinistra deve parlare degli ultimi, cioè i palestinesi”. Anche gli ucraini? “Abbiamo condannato sin da subito l’invasione russa, dopodiché – puntualizza ancora – abbiamo espresso delle grandissime riserve sul fatto che la corsa all’armamento sia la strada giusta. Pacifismo vuol dire cercare di risolvere i problemi invece di esacerbarli”. Sulla linea del ‘no armi e più dialogo’ la pensa come Giuseppe Conte. Un po’ meno su altre questioni, come la patrimoniale, che l’ex premier ha bocciato. “E’ un tema da cui il campo largo non deve sfuggire. Se Conte vuole spiegare il suo ragionamento, noi spiegheremo il nostro”. Alle primarie chi sceglie: Schlein o Conte? “Con Elly c’è un passato, Conte non sappiamo neanche se sia in campo”.