Sensi: "Su Hamas Acerbo ha pestato un 'merdone'. Il campo largo non può imbarcare tutto"

Il senatore dem contro il segretario di Rifondazione comunista: "Ti facciamo il favore di darti un senatore che ti aiuta nella raccolta delle firme dopo l'approvazione della nuova legge elettorale e tu fai due tweet di quel genere. Le scuse? Il minimo sindacale"


26 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 14:48
Immagine di Sensi: "Su Hamas Acerbo ha pestato un 'merdone'. Il campo largo non può imbarcare tutto"

Filippo Sensi - foto LaPresse

"Andiamo di male in seggio". Lo dice al Foglio il senatore del Partito democratico Filippo Sensi, commentando i tweet del segretario di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, che ieri sera forse in preda alla noia domenicale è arrivato a chiedersi: "È vietato inneggiare ad Hamas?". La risposta vien da sé. Ma al contempo si porta dietro "imbarazzo e disagio all'interno della coalizione di centrosinistra", dice Sensi. A maggior ragione perché, dalla scorsa settimana – come anticipato dal nostro giornale – il senatore dem Andrea Crisanti ha lasciato il gruppo del Pd a Palazzo Madama per passare al Misto e consentire proprio a Rifondazione di creare una componente parlamentare, aggirando gli ostacoli alla presentazione della lista previsti dalla nuova legge elettorale. Un'operazione che inserisce il partito di Acerbo nel perimetro del campo largo, questa volta in modo organico.
Chi ben comincia è a metà dell'opera, si dice. "Ti facciamo il favore di darti un senatore che ti aiuta nella raccolta delle firme dopo l'approvazione della nuova legge elettorale e tu fai due tweet di quel genere?", attacca Sensi. Stamattina, denunciando la presa di posizione di Rifondazione, il senatore ha scritto, appunto: "Gli abbiamo pure prestato un senatore a questo fenomeno". Acerbo, prosegue dunque Sensi, "si è accorto di avere calpestato, diciamo così, un merdone" e ha aggiustato il tiro con "un tweet di 780 mila pagine" per precisare la propria posizione. "Vuol dire che si è reso conto anche lui che quei due tweet erano sbagliati".
Ma nessuna conseguenza, almeno per ora. Chiederete il ritiro del sostegno o un intervento di Schlein? "Non è questa la questione", chiarisce Sensi. Il Pd dovrebbe fare un passo indietro sull'operazione, allora? "Sappiamo tutti che cos'è Rifondazione e quali sono le sue posizioni, penso all'Ucraina, sulla quale la penso all'opposto. Il punto è che alcune operazioni sono rese necessarie dalla legge elettorale. È il veleno di questa legge: costringe ad allargare le coalizioni, imbarcando tutti. E questo rappresenta un prezzo caro e salato da pagare".
La precisazione di Acerbo – "Notoriamente Rifondazione non simpatizza per Hamas, al contrario di Netanyahu che gli ha fatto arrivare miliardi per dividere i palestinesi" – è per Sensi il "minimo sindacale". Ma il problema resta più ampio: nella costruzione del campo largo, insiste, "serve chiarezza. Io sono per la chiarezza. Dobbiamo sapere che quando imbarchiamo tutto e il contrario di tutto, e in quel tutto e il contrario di tutto ci sono tante cose che sono agli antipodi rispetto ai valori che sosteniamo, si crea un rischio".
"Cose di questo genere sono i frutti velenosi della nuova legge elettorale, ma anche delle nostre scelte", ammonisce il senatore. "Io sono per il campo larghissimo, per mettere insieme tutte le forze di opposizione che devono trovare una proposta politica ed elettorale condivisibile. Non sono uno che mette veti o decide chi mi somiglia e chi no". Ma c'è una distinzione da fare: "Una cosa è parlare a tutti, un'altra è imbarcare qualsiasi formazione o microformazione in nome dello zero virgola presunto che può portare. Se quello che sostiene è agli antipodi rispetto a ciò in cui crediamo, può allontanare più elettori di quanti ne porti".
Critiche di questo tipo sono arrivate anche da Carlo Calenda e da Pina Picierno, che ha lasciato il Partito democratico. Sensi rivendica invece la scelta di condurre questa battaglia dall'interno del Pd, senza rinunciare a criticare le contraddizioni della coalizione. Calenda ha anche denunciato pubblicamente la cosa sui social: "Complimenti ad Elly Schlein e al Pd per aiutare questa gente ad entrare in Parlamento. Non siete meglio di chi sostiene Casapound", ha scritto. Sensi risponde così: "Non sono un problema per me gli insulti. Ho a cuore il centrosinistra, ho a cuore che vinca le prossime elezioni. Sono contro questa destra e penso che questo si faccia nelle formazioni, nei partiti che hanno forza, che pesano". Frecciatina. C'è coerenza infatti: "Io sono coerente. Questa battaglia la faccio dentro il Partito democratico e dentro il centrosinistra, perché non voglio che il centrosinistra sia consegnato ai tweet di Maurizio Acerbo. Non la faccio da fuori". Chi ben comincia... dicevamo. Ma qui la strada è tutta in salita.