Senza nord non si Lega

Il "cartello" industriale delle regioni settentrionali si riunisce e avvisa Salvini
24 OTT 26
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Matteo Salvini - foto LaPresse

Il nord esce dalla Lega ma rientra dalla finestra. Il calendario è stato malizioso e alla vigilia dell'apertura del congresso, che dovrebbe sancire la supremazia di Matteo Salvini sulla minoranza settentrionalista rappresentata dalla candidatura di Massimo Garavaglia, si sono riuniti di nuovo a Milano i cinque assessori all'Industria delle regioni del nord (Lombardia, Veneto, Liguria, Piemonte ed Emilia-Romagna). Appoggiati dalle rispettive Confindustrie. Stavolta i cinque assessori che si muovono sotto lo slogan "costruiamo il distretto unico del nord della manifattura" hanno individuato come interlocutore l'Abi e hanno convocato a Milano i responsabili regionali dell'associazione bancaria per ragionare di credito alle imprese.
Ma al di là dell'ordine del giorno (di grande importanza per le aziende) gli assessori hanno dimostrato di poter mettere assieme, per elaborare progetti comuni, un potenziale di tutto rispetto costituito dal combinato disposto di amministrazioni territoriali, sistema delle imprese e banche. È evidente a tutti che si tratta di qualcosa di pre-politico ma rappresenta comunque circa il 55 per cento del pil del paese, il collegamento più robusto dell'Italia con le economie avanzate e ovviamente un terreno di consenso elettorale dal quale è impossibile prescindere se si vuole conquistare Palazzo Chigi.
In sostanza Salvini vincerà pure il suo congresso, ribadirà che il suo è un partito nazionale, sceglierà chi mettere in lista punendo i reprobi ma scopre da subito il fianco, lascia agli alleati (gli avversari sono off limits) la possibilità di scorrazzare nelle regioni più ricche e internazionalizzate. Ne sarà felice Claudio Durigon ma intascherà un misero dividendo. Chi invece potrà giovarsene pienamente è solo Giorgia Meloni che – nonostante nessuno dei cinque assessori sia di Fratelli d'Italia – sembra avere piena contezza che senza il nord non si va da nessuna parte. Il monitoraggio e la presenza a tutti gli eventi al di sopra della linea gotica, dal piccolo Risò di Vercelli alla grande assemblea di Assolombarda, lo dimostrano ampiamente.