Politica
l'intervista •
Pastorella (Azione): "Nell'alleanza avrei voluto anche Renzi. Ma dobbiamo rimanere al centro"
"Chi pensa e chi vota nella stessa maniera dovrebbe coerentemente presentarsi insieme alle elezioni. Abbiamo sbagliato nel fare troppe dichiarazioni e lavorare poco ai programmi, ma chi ci vota lo fa proprio perché siamo alternativi ai due poli", dice la deputata
23 OTT 26

Foto ANSA
“La questione del centro mi intristisce, ci sono stati errori. Nell’alleanza avrei voluto anche Italia viva”. Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione, parla al Foglio degli smottamenti che negli ultimi giorni hanno interessato il cantiere terzopolista, a partire dall’avvicinamento al centrodestra del libdem Luigi Marattin, con cui si sarebbe voluto fare un nuovo spazio liberale ed europeista. “Bisogna distinguere però gli annunci dalla strategia di lungo termine. Tuttavia – dice la deputata – le divisioni non fanno bene alla percezione dell’elettore, che non capisce perché dei soggetti che hanno fondamentalmente la stessa posizione si possano potenzialmente ritrovare in schieramenti diversi”.
Se si facesse davvero un accordo, i voti potenziali del partito Liberaldemocratico potrebbero aiutare il centrodestra a raggiungere il premio di maggioranza voluto dalla nuova legge elettorale. C’entra il tema del voto utile, che spinge gli elettori a puntare su uno dei due poli e trascurare ciò che è in mezzo. “Per contrastare questa logica bisogna infatti dimostrare una solidità, una posizione ferrea e distinguibile tanto dalla destra quanto dalla sinistra”, dice Pastorella. Attualmente, nell’area del centro si fa fatica a farlo, però. “Mi intristisce che si perda tempo prezioso in queste mezze mosse. I soggetti della nostra area si moltiplicano invece di consolidarsi, che sarebbe la strategia migliore per andare a costituire quel polo alternativo”. All’interno del quale Pastorella ci avrebbe visto bene molti più forze rispetto ad Azione e Spazio pubblico, il movimento di Pina Picierno. “Con lei c’è un ottimo rapporto, quella alleanza sembra andare verso un consolidamento, ma io personalmente avrei preferito avere al nostro fianco anche Luigi Marattin, Ora!, Più Europa e persino Italia viva, che in questo momento è quasi una bestemmia nel nostro partito”, dice Pastorella. “Chi la pensa alla stessa maniera, chi vota nello stesso modo dovrebbe coerentemente presentarsi insieme alle elezioni”.
Qualcosa però è andato storto. “Credo che l’errore sia stato creare molte aspettative, parlare sempre di aggregazione spesso attraverso eventi e dichiarazioni stampa, e meno lavorando dietro le quinte ai programmi”. Sui territori le forze del terzo polo riescono a stare insieme. “Penso ad esempio al Venezia Giulia e Campania, due regioni molto diverse in cui la collaborazione sta avvenendo. A livello nazionale avrei auspicato più diplomazia e meno dichiarazione stampa”. Anche da parte di Calenda? “Da parte di tutti, perché sembra che la maniera di interagire di tutti i leader politici sia principalmente per veline o per comunicati, ma gli elettori fanno fatica a capire questi dialoghi pubblici non vedendone poi i risultati concreti”. Quando si parla di fratture centriste l’indiziato numero uno però è sempre il leader di Azione. Marattin lo ha accusato (sia velatamente che con più enfasi) di essere stato la causa di ogni alleanza sfumata tra il partito e altre forze centriste, per non parlare dei continui attacchi reciproci con i renziani (che proprio ieri gli hanno dato del “mitomane”). Su questi temi ci ha scherzato anche Maurizio Crozza, che l’ha imitato in versione musical. “Adesso vado via/ voglio restare solo/ con una lista mia/senza neanche un voto/rifiuto ogni alleanza/non chiedermi perchè”, canta il comico sulle note di Perdere l’amore di Massimo Ranieri. Il Crozza–Calenda ha già davanti il suo futuro post voto: “Dovrò ritornare da stagista alla Ferrari”. Alla esibizione, ripubblicata da Crozza sui social, Pastorella ha messo like. “Ho apprezzato la performance di canto – commenta col sorriso –. Trovo che nella satira ci sia sempre un fondo di verità. Cioè, appunto, che si fatica a fare questa aggregazione di centro”.
Eppure, difende il segretario. “Sta facendo tutto ciò che è umanamente possibile per portare avanti le battaglie di Azione. Che, se la legge elettorale rimarrà tale, ha la titolarità di essere il soggetto aggregante dell’alleanza”. Sondaggi Youtrend alla mano, il partito è oggi al 3,3 per cento (+0,1 rispetto alla rilevazione precedente), e per Pastorella dovrebbe continuare a resistere ai richiami di FI, mantenendosi testardamente centrista. “Chi ci vota lo fa proprio perché siamo alternativi ai due poli. Se andassimo da una o dall’altra parte, quelle stesse percentuali raggiungerebbero lo zero”.
