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Meloni: "Violenze inaccettabili". Ecco i nuovi reati approvati dal governo dopo i cortei di Milano e Torino
Il cdm ha approvato un decreto con nuove strette per gestire le manifestazioni violente. La premier: "Scene che nessuno può pensare di minimizzare". Nordio: "Non limitiamo le manifestazioni ma diamo garanzia di sicurezza"
20 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:27

"Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana, negozi saccheggiati vetrine distrutte, forze dell'ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare e per questo oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze". Inizia così il video con cui la premier Giorgia Meloni spiega le misure approvate oggi dal governo. La premier lo ha pubblicato sui suoi social poco prima che iniziasse la conferenza stampa, oscurando di fatto la presentazione che da lì a poco hanno tenuto con i giornalisti il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Confermato l'invio di 500 militari in più a Milano fino alla fine dell'anno. Inoltre, secondo quanto ha detto la premier saranno anche potenziati magistrati e i posti negli istituti minorili.
"Nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione", ha spiegato Meloni. "Tradotto, se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo", ha sottolineato.
Il fermo preventivo, inoltre, si potrà applicare anche ai minorenni. "Oggi per un ragazzo tra i 14 e i 18 anni lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire quello che stava facendo. Noi avevamo già approvato una norma che ribalta questo principio, cioè si presume che fosse in grado di capire quello che stava facendo salvo prova contraria. Quella norma è in Parlamento, ma con il decreto di oggi diventa operativa immediatamente e il fermo preventivo che finora valeva solamente per gli adulti si potrà applicare anche ai minorenni", ha continuato la premier.
Come ha spiegato in conferenza stampa Piantedosi, se il minore non è imputabile saranno sanzionati i genitori. Si tratta di "una sanzione amministrativa da parte dell'autorità amministrativa, cioè il prefetto, da 500 a 1000 euro raddoppiabili in caso di reiterazione". Il prefetto può, dunque, "ordinare al genitore il pagamento di una somma a titolo di risarcimento dei danni cagionati in conseguenza dei fatti compiuti, qualora questi sono danni cagionata a beni appartenenti allo Stato alla regione agli enti locali, quindi a enti pubblici danni di carattere pubblico". Quando invece sono commessi danni in danno di privati il soggetto interessato "il prefetto può ricorrere a un procedimento semplificato per ottenere un riconoscimento veloce dei danni che gli sono stati cagionati dai fatti", ha ribadito il ministro.
"Applichiamo un principio semplice - ha detto Meloni nel suo video - chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori".