Meloni di ferro: soldati a Milano, fermi preventivi. Occhio alla manina russa

Il governo pronto ad adottare in Cdm misure "senza precedenti" per rispondere alle violenze del weekend. Si temono infiltrazioni filorusse nelle piazze. Barelli: "Ma come fai a punire i dodicenni? E' un problema che riguarda anche l'educazione, i genitori". Vannacci perde quota nei sondaggi
20 OTT 26
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Adesso è decretare e punire (i genitori). A Milano arriva l’esercito, 500 militari in più inviati dal ministro Crosetto e dal sottosegretario Perego, mentre la devastazione sta per essere equiparata, oggi in Cdm, all’associazione a delinquere. Si torna anche al fermo preventivo fino a 24 ore, all’arresto in fragranza per i minori (14-18 anni). Evitate la bestialità del complotto, l’idea che i fatti di Milano, le vetrine sfondate dai dodicenni, il sangue del vicequestore, aiutino la repressione come nel film di Bellocchio, Sbatti il mostro in prima pagina. Meloni è preoccupata perché il suo elettorato non ama il disordine e perché nei canali Telegram, canali come “Liberi/e di lottare contro stato di guerra e polizia”, si infiltra propaganda putiniana, bot cirillici. Sono due paure. La prima è quella dei poliziotti che dopo Bologna, il caso Fakir, non vogliono passare per boia, per i Bava Beccaris, e l’altra è del governo che non vuole passare per il governo molle, il Meloni di piuma.
E’ una bestialità, come già si scrive e si pensa, che la destra si abbeveri di questa violenza per riempire le celle, sedare le manifestazioni, per preparare le leggi Scelba, per battere la sinistra a colpi di decreti e manganelli. Le devastazioni di Milano sono da “400 colpi al Duomo”, minorenni che, dice anche Paolo Barelli, sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento: “Come fai a punirli? Siamo seri. E’ un problema che riguarda anche l’educazione, i genitori, e non mi spavento a dire anche l’integrazione”.
Caro Barelli, serve il coprifuoco come in Francia? “Non esageriamo e speriamo di non arrivarci”. Il vertice a Palazzo Chigi, con Meloni, Mantovano, Fazzolari, Crosetto, Piantedosi, e i vice Tajani e Salvini, oltre a Lollobrigida, convocato a ora di pranzo, si conclude all’ora del tè. Il Cdm previsto per venerdì viene anticipato a oggi, alle 17,30, così come si spostano alcune parti del ddl Sicurezza in un decreto-legge. Si stabilisce che a parlare sia solo il governo. Viene tirato fuori dal cassetto parlamentare il disegno di legge Piantedosi-Nordio-Crosetto-Giorgetti-Valditara-Roccella-Zangrillo-Abodi (depositato al Senato) e di scorporare una parte, e stessa cosa sembra venga fatta con il disegno di legge Bignami-Filini-Kelany-Montaruli-Delmastro. Si dialoga con il Quirinale per evitare sgrammaticature, l’iperbole costituzionale, fare in modo che la norma sul fermo preventivo, questa volta di 24 ore (la scorsa volta era stata fermata dal Colle) sia impeccabile. Si inaspriscono le pene per i reati di devastazione e saccheggio. Il resto lo fa l’esercito. Il solito braccio di ferro su Strade sicure lo sciolgono con lealtà Crosetto e Perego, che Tajani vuole sindaco di Milano. In città vengono assegnati 500 militari in aggiunta. Raccontano che anche gli uomini più misurati che abitano Chigi si siano chiesti: “Come fai a punire un dodicenne?”. E c’è lo spaesamento degli agenti. Basta guardare i video. Sono circondati da giornalisti che filmano, gli stessi che, dicono a Chigi urlerebbero “alla violenza di stato”, se solo uno di quegli agenti feriti reagisse. E’ l’effetto Bologna, il caso Fakir. Gli agenti temono di essere lasciati soli e Meloni lo ha compreso. Non tollera che queste proteste vengano cavalcate da Vannacci, che convoca oggi (e non a caso) una conferenza dal titolo “Riforma Vannacci” (attenti, nell’ultimo sondaggio di Enrico Mentana, FN ha perso due punti e le coalizioni adesso sono in parità). C’è del metodo e del pensiero nell’attacco di Meloni contro i pm per quegli arretrati, quella sentenza che impone allo stato di adeguare gli stipendi dei magistrati. Oltre alla polemica sul Consiglio di stato, giudici che decidono sui compensi di altri giudici, Meloni li attacca con uno scopo. Dimostrare che i fermati di sabato erano già fuori domenica, “sempre per decisioni di un giudice”, spiegano al governo. Un altro episodio citato come esempio riguarda la Tav. Il governo si sta costituendo parte civile per i danni che risalgono al 2011. E’ stato necessario attendere oltre 15 anni, le sentenze prima di passare alla costituzione di parte civile. Sulla violenza di Milano (a prova che la sinistra la fa Mattarella, con o senza le primarie, direbbe Schlein; a proposito: uno non vale uno, con o senza le primarie… sapete cosa pensano dalle parti di Conte? Che questa è arroganza), ebbene, sulla violenza ha detto Mattarella (che ha parlato anche “di province lasciate nel guado dal legislatore”): “Occorre un'analisi intelligente e approfondita”, “un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze” che arrivano da “soggetti inediti”. Chi sono questi soggetti inediti? I servizi stanno controllando gli account sotto i video e scoprono bot come questo _.dima.1.3.1.2._, con tanto di bandiera russa. Non è una prova ma sono indizi, come non è una prova ma è un indizio il solito forconismo meridionale che fa sempre d’avanguardia alle proteste. A chi servono? Alla Camera, Dario Franceschini si limita a “un dipende che tipo di forma prende la violenza”.
E’ tra quelli, sempre meno, che credono che alla fine si andrà al voto a ottobre 2027. La fine filosofica la affidiamo a Barelli che spiega: “Il mondo è in confusione. Manca l’energia e potrebbe salire ancora il prezzo della benzina. Si aggiunga che Trump cambia politica con la Russia”. In sintesi? “Siamo nella merda, perché non abbiamo il nucleare. Anche la Germania sta nella m.... La Francia ha il nucleare, ma come si vede sta nella m... La Spagna sta nella m. ma va al voto”. E lo sciacquone lo tira Trump insieme a Putin.