L’ambasciatore russo ha amici da ringraziare in Italia

L'ambasciatore russo in Italia Paramonov ha spiegato quanto guardi con interesse alle divisioni della politica italiana, offrendo a Giuseppe Conte e Roberto Vannacci un motivo d'imbarazzo. Ecco il campo largo che non si era mai visto, quello che si vede meglio da Mosca

12 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 18:24
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L’Ambasciatore di Russia Aleksej Paramonov - foto LaPresse

Oggi l'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, ha offerto a Giuseppe Conte e Roberto Vannacci un motivo d'imbarazzo: ha spiegato quanto Mosca guardi con interesse alle divisioni della politica italiana. Intervistato dalla Tass, ha parlato di "un'altra Italia", contraria alla linea del governo e desiderosa di riallacciare i rapporti con il Cremlino. E quando l'agenzia russa ha citato esplicitamente Movimento 5 stelle e Futuro nazionale, l'ambasciatore si è guardato bene dal distribuire patenti di amicizia, ma ha ricordato che Mosca è pronta a parlare con chiunque.
Non è un'investitura: è la fotografia di una convergenza che dovrebbe far riflettere i suoi protagonisti. Conte e Vannacci vengono da mondi diversi, usano linguaggi diversi, cercano elettori diversi. Uno vuole rappresentare il pacifismo del campo progressista, l'altro il nazionalismo della destra più insofferente verso Bruxelles. Eppure finiscono entrambi nel radar della diplomazia russa. Una domanda Conte e Vannacci dovrebbero porsela: perché le loro parole suonano così utili a chi ha cominciato la guerra? Paramonov arriva persino a descrivere Zelensky come il responsabile del rischio di trascinare l'Italia nel conflitto. Il ribaltamento è completo: l'aggressore diventa quello che vuole dialogare, l'aggredito quello che vuole la guerra.
C'è un'ultima ironia. Conte e Vannacci litigano su quasi tutto, aspirano a rappresentare mondi opposti e competono per bandiere incompatibili. Ma nel racconto dell'ambasciatore di Putin trovano spazio nello stesso paragrafo. Il campo largo che nessuno aveva previsto: quello che si vede meglio da Mosca.