FESTA DELL'OTTIMISMO
Pina Picierno: "Questo campo Lavrov non c’entra niente col centrosinistra. Fatelo tornare agibile"
La vicepresidente del Parlamento Europeo alla Festa dell'Ottimismo: "Fate tornare il centrosinistra e torneranno i riformisti. Con Conte l'Italia non manderà più armi a Kyiv”
10 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:18
Pina Picierno, dopo l’uscita dal Pd e la nascita di Spazio Pubblico, chiama a raccolta l’area riformista. Alle prossime elezioni, dice alla Festa dell'Ottimismo del Foglio, ci sarà “una lista congiunta, che nasce dalla confluenza di Azione e Spazio Pubblico, e di tutti i riformisti che vorranno esserci. Abbiate coraggio, questa casa aspetta voi. Cercate di anteporre l’interesse dell’Italia alla necessità di rischiare poco”.
“Questo campo Lavrov non c’entra niente con il centrosinistra”, aggiunge. “Fatelo tornare agibile, fatelo tornare centrosinistra e torneranno i riformisti”. Picierno si dice “straconvinta” di aver lasciato il Pd: “Credo sia la scelta migliore che ho fatto da tempo”.
La ragione è il “bipopulismo” in cui, a suo giudizio, sono finite entrambe le coalizioni. “Noi siamo passati da una condizione di bipolarismo, quella conosciuta nella stagione dell’Ulivo, dove c’era un centro e un riformismo corposo e c’erano delle estreme che influenzavano. Da quella situazione siamo passati a una condizione in cui le estreme sono diventate i riformisti. Entrambe le coalizioni, sia a destra sia a sinistra, sono inesorabilmente scese verso un bipopulismo che sta avvelenando il dibattito pubblico del nostro paese”. E avverte: “Se non fermiamo questa corsa al rialzo populista, noi della democrazia liberale non ritroveremo neanche più i cocci”.
“Spazio Pubblico nasce per questo, e non mi piace chiamarlo terzo polo”, prosegue. “Penso che il nostro paese sia molto più forte e più libero di questo bipopulismo asfissiante. Gli italiani sono molto più forti e molto più liberi del tentativo di ingabbiarli in due coalizioni dove, da un lato, c’è il populismo con la pochette di Giuseppe Conte e, dall’altro, una destra incapace, perché Giorgia Meloni ha avuto la possibilità e i numeri per cambiare questo paese e non ci è riuscita”.
Il discrimine resta l’Ucraina. “Dire che si sostiene l’Ucraina e negare il diritto alla difesa di quel paese è come un vegetariano che tutte le sere poi mangia la bistecca”. Per Picierno, “la maggioranza di quel campo che io ho chiamato, a ragione, campo Lavrov, riprende la retorica e la propaganda del regime putiniano. Quando Conte dice che l’Europa sta creando una minaccia per giustificare il riarmo, è politicamente e moralmente inaccettabile. Difendere l’Ucraina significa difendere il primato del diritto”. E su Bonelli: “Quando dice che l’Europa dovrebbe capire le vere ragioni di Putin, cento civili ammazzati questa settimana sono le sue ragioni”.
Picierno non crede che Conte, in caso di vittoria, accetterebbe senza problemi di continuare a inviare armi a Kyiv. “Il mondo nel quale viviamo non è un mondo facile. Il confine tra guerra e pace diventa sottile. Questo mondo richiede chiarezza e leadership capaci di far seguire a un impegno una parola di responsabilità”. “La retorica antieuropea di Giuseppe Conte è pericolosa tanto quanto il posizionamento sovranista della destra di questo paese”. La scommessa con Carlo Calenda, conclude, è semplice: “Dire agli italiani: non vogliamo farvi votare turandovi il naso”.