Politica
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Schlein vorrebbe Silva Salis come federatrice. E i centristi?
La segretaria del Pd vorrebbe la sindaca di Genova alla guida della quarta gamba della coalizione, ma lei smentisce. Magi apre, Ruffini tace, Renzi resta sullo sfondo e i socialisti chiedono un progetto prima dei nomi. Tra il timore di finire annessi a Italia Viva e la necessità di bilanciare Conte, il centro cerca ancora una forma
10 OTT 26

Legge elettorale che fai, ipotesi che spunta, mentre il centrosinistra prepara i ricorsi alla Consulta: Silvia Salis, a cui la segretaria dem Elly Schlein ha chiesto di scendere in campo nella veste di federatrice dei partiti di centro, avrebbe sostituito, ha scritto ieri questo giornale, un condizionale puro a quello che era un niet tondo: Salis “potrebbe” decidere di farlo. E se ieri la sindaca di Genova ha smentito (“federatrice del centro? Non mi risulta”), ci si domanda come viene presa dai centristi medesimi l’idea che Salis possa, in teoria, dietro insistenza dem, magari “soltanto pensarci”, come dice chi la conosce. La congiuntura, vista dalla quarta gamba della coalizione in assemblaggio, è particolare.
Oggi infatti, 10 ottobre, è la data di nascita del partito Più Uno, evoluzione dell’omonimo movimento fondato dall’ex direttore dell’Agenzia Ernesto Maria Ruffini, oggi affiancato dal prefetto Franco Gabrielli. E ieri Ruffini è sbarcato in libreria con “Cosa sarà, appello per un paese più uguale”, con prefazione di Romano Prodi (ed. Donzelli), per poi recarsi negli studi de La7, per un’intervista chez Lilli Gruber a “Otto e mezzo”. E sempre ieri, sull’ipotesi Salis (che sarà invece da Fabio Fazio sul Nove, domani sera), dal quartier generale di Ruffini, a domanda diretta, filtrava un no comment. Favorevole invece, da Più Europa, il segretario Riccardo Magi, reduce da una settimana di sciopero della fame anti-Melonellum: “Quello di Salis”, dice al Foglio, “sarebbe un contributo forte e la sua disponibilità sarebbe un fatto politicamente importante. Certo, a quel punto sarebbe anche importante incontrarsi”. Si porrebbe a quel punto, più che altro, anche un tema Matteo Renzi, ex premier e leader di Italia Viva che a Salis non ha mai lesinato stima. All’ultima Leopolda, Renzi ha chiesto “rispetto” per il no a scendere in campo espresso dalla sindaca di Genova. E però: se il no non ci fosse, tutto cambierebbe? Di certo c’è che anche l’ex ministro Vincenzo Spadafora, fondatore dell’Associazione Primavera, ha speso, nel corso dell’estate, parole favorevoli a Salis, da lui definita figura “forte e credibile”. Tuttavia c’è chi al centro teme di essere “annesso” dal leader di Italia Viva, in caso di processo federativo (in accordo con Schlein e magari con Salis in scena). “L’importante è che ci sia pari dignità per tutte le identità politiche”, dice Magi. Ma Salis come verrebbe percepita al centro del centrosinistra, nel caso (con sovrappiù ipotetico dopo il “non mi risulta” di ieri), di un suo effettivo passo avanti? Alessandro Onorato, leader di Progetto civico Italia, interpellato in merito, preferiva “non commentare”, impegnato com’era tra le incombenze da assessore a Roma e la notizia del passaggio del senatore M5s Luigi Nave al Gruppo misto. Si tratta della mossa anti-firme (nel senso della raccolta di 6000 firme per collegio, uno dei punti più criticati della nuova legge elettorale) a favore della componente Avanti-Psi-Progetto Civico. E Salis? Dice Enzo Maraio, segretario di Avanti-Psi, che la sindaca di Genova “è certamente un nome di qualità, una figura autorevole che ha dimostrato capacità amministrativa e politica. Come lei, ci sono altre personalità che possono contribuire alla costruzione di un’area riformista forte e riconoscibile nel centrosinistra. Il punto, però, non è partire dai nomi, ma dal progetto. Noi socialisti lavoriamo da tempo per costruire uno spazio riformista largo, plurale e credibile”.
E dunque, nel giorno del “prestito” di senatore fatto dal leader M5s Conte a Onorato e Maraio, al centro c’è chi vorrebbe bilanciare un eventuale aumento di potenza dal lato Schlein (“l’impegno di Salis, con Renzi a favore”, dice un centrista, “sarebbe proficuo per la segretaria dem anche in funzione anti-Conte”). Ed ecco che il passaggio del senatore Nave al Misto si fa lode congiunta Onorato-Maraio per l’ex premier a Cinque Stelle che ha dato “una risposta concreta”. Se poi si fa incursione fuori dal centrosinistra, nel centro-centro, dove il leader di Azione Carlo Calenda da tempo dice “sono cose che riguardano il campo largo”, il Libdem Luigi Marattin è netto: “Non ci interesserebbe, non scegliamo la nostra collocazione politica sulla base della simpatia di chi si candida a guidarlo o a federarlo. Facciamo politica sulla base delle idee”. Cala la sera a Genova, dove si presenta un altro libro, quello dell’ex premier Massimo D’Alema (“Eravamo comunisti”, ed. Feltrinelli), con la sindaca Salis e Andrea Orlando. E D’Alema, dice: “Salis? La guardo dall’inizio con simpatia, ha il merito straordinario di aver riportato il centrosinistra al governo di questa città”. Se questo non è un endorsement, cos’è?