Politica
Il caso •
L'asse Meloni-Schlein tra riforma elettorale e data del voto
La legge elettorale crea una singolare convergenza tra la presidente del Consiglio e la segretaria dem, entrambe interessate a un sistema che lega coalizioni e candidato premier. Intanto Salis, indicata come possibile federatrice del centro, torna a muoversi al condizionale e rimette in discussione la sua discesa in campo
9 OTT 26

Silvia Salis, la sindaca che a primavera definiva le primarie uno sbaglio e a settembre ripeteva di voler restare a Genova, ora fa sapere a Elly Schlein che "potrebbe" anche decidere di federare i partiti di centro e "potrebbe" anche candidarsi alle primarie della coalizione. Potrebbe. È esattamente ciò che la segretaria del Pd le aveva chiesto settimane fa, e che adesso torna indietro al condizionale, dopo che Salis ha intravisto, fra un comma e l'altro della riforma elettorale approvata ieri, la sagoma di chi resta in tribuna mentre gli altri giocano.
Per Schlein, tuttavia, la mezza mossa di Genova rientra nelle buone notizie, perché il centro di Renzi e Onorato e Ruffini e Magi e Gabrielli, con il ramingo Calenda, è una conferenza di capitani su una barca senza timoniere, una miscela di acqua e olio che forse potrebbe diventare una emulsione solo grazie alla novità Salis. La quale, candidata alle primarie, aiuterebbe anche Schlein contro Conte. Solo che di Amleto la sindaca genovese possiede la qualità più preziosa, quella di trasformare ogni decisione in un'ipotesi e ogni ipotesi in una lunga, vigile, quasi dolce meditazione sull'ipotesi stessa.
Resta il fatto che la legge elettorale di Meloni, quella che Schlein ha combattuto, torna comoda alla segretaria del Pd, perché obbliga le coalizioni a indicare il premier e dunque a passare per le primarie che lei desidera. Difficile, a questo punto, non scorgervi un patto implicito, con la premier che ha scelto la segretaria come avversaria. Qualcuno sostiene che un altro aiuto Meloni lo potrebbe dare completando la legislatura, dando tempo a Schlein di divincolarsi da Conte. In una storia piena di condizionali, l'unico indicativo forse lo coniugano loro, le due nemiche che vogliono la stessa cosa.