Legge elettorale, Donzelli "controllore" dei voti segreti: "Entriamo nella terza Repubblica". E attacca Conte

Il responsabile dell'organizzazione di FdI insieme a Montaruli, Kelany e altri fa da "vedetta" ai suoi deputati contro i franchi tiratori. "Per la sinistra è indecente che in Italia comandi chi prenda un voto in più", dice. E spunta un segno della croce, della deputata Elisabetta Lancellotta. Bignami: "Anche l'opposizioni ha votato la legge"

8 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:20
Immagine di Legge elettorale, Donzelli "controllore" dei voti segreti: "Entriamo nella terza Repubblica". E attacca Conte

Giovanni Donzelli durante le dichiarazioni sul voto finale sulla Legge elettorale - foto Ansa

"Conte ha mostrato la foto di Roberto Scarpinato accanto a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone: anche nei dipinti dell'ultima cena Giuda è accanto a Gesù". Giovanni Donzelli attacca così l'ex premier in Aula alla Camera, intervenendo durante le dichiarazioni di voto per la nuova legge elettorale. Il testo è passato con 227 voti favorevoli: la maggioranza ha retto la prova del voto segreto, dopo essere andata sotto di un voto lo scorso luglio. E forse è stato anche grazie alle "vedette" del partito della premier Giorgia Meloni. Lo stesso Donzelli, insieme ad Augusta Montaruli, Sara Kelany e molti altri, si è seduto nei posti più alti dell'Aula di Montecitorio e nel momento del voto ha controllato che tutti i deputati votassero a favore del provvedimento. Il rischio di alcuni franchi tiratori ancora presenti c'era, e questa volta il prezzo da pagare sarebbe stato il ritorno alle urne. Tra gli onorevoli si è visto anche qualcuno fare un segno della croce (per dare la misura della tensione): poco prima che il presidente Lorenzo Fontana annunciasse l'esito, la deputata Elisabetta Christiana Lancellotta si è affidata al suo credo.
L'Aula della Camera ha fatto il pienone, come nelle grandi occasioni. L'intervento di Donzelli ha acceso gli animi delle opposizioni. "Siete occupati a litigare tra voi, 'discutiamo prima del premier o del programma?'. Ma i vostri elettori non meritano questo spettacolo", ha detto il deputato di Fratelli d'Italia. Riguardo a uno dei temi più discussi del nuovo testo elettorale, quello della rappresentanza femminile (che pare abbia innescato i franchi tiratori la scorsa estate), il deputato di FdI ha detto: "Care colleghe che state difendendo le quote, difendere le donne non significa difendere la possibilità per voi di tornare in Parlamento nominate da un uomo con le quote rosa ma significa garantire la massima quota di occupazione femminile". 
"Dal 26 febbraio a oggi – ha continuato Donzelli – le opposizioni hanno trovato il tempo di attaccare questa proposta. Il centrodestra nel frattempo ha aumentato le pene per chi aggrediva le forze dell'ordine, ha approvato il piano casa, ha rinnovato i contratti a medici, infermieri e poliziotti e creato un milione e 300 mila posti di lavoro". E poi, tra il disturbo delle opposizioni: "Intanto voi parlavate male della legge elettorale, come se i problemi degli italiani fosse questo e avete levato gli scudi in difesa del 'compagno bollo auto'". E ha concluso: "Per la sinistra è indecente che in Italia comandi chi prenda un voto in più. Capisco il nervosismo, capisco che non piaccia al Pd che non è mai andato al governo con il voto e a Conte che, da sconosciuto, si è ritrovato al governo".
"Non farete tornare l'Italia alle trame di palazzo, ai governi tecnici. Con questa legge entreremo nella terza Repubblica con la democrazia dell'alternanza grazie a una destra matura come immaginava Pinuccio Tatarella", ha detto ancora Donzelli. "Entreremo nella terza Repubblica con una democrazia attenta ai territori come voleva Umberto Bossi. Entreremo nella terza repubblica con una scelta di campo come sognava presidente Berlusconi. Entreremo nella terza Repubblica con l'Italia apprezzata nel mondo come finalmente ci sta accompagnando Giorgia Meloni".
Fuori dall'Aula del Trasatlantico i deputati hanno festeggiato l'approvazione. Montaruli, una delle "vedette", ha difeso il provvedimento anche nella parte dedicata alle donne: "Oggi vince il merito e la partecipazione. Due principi sacrosanti che, grazie a Giorgia Meloni e a Fratelli d'Italia, vengono riaffermati". A parlare è stato anche il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami: "Avevo già ipotizzato che avremmo anche preso dei voti in numero maggiore rispetto a quello della maggioranza perché è una legge giusta, è una legge che dà stabilità, consente agli italiani di scegliere il partito, di scegliere il programma, di scegliere la coalizione, di scegliere il candidato premier da proporre al presidente della Repubblica e, soprattutto, per la prima volta dopo oltre trent'anni, anche di scegliere i propri parlamentari. È così apprezzata che anche parte dell'opposizione l'ha votata", ha detto. A chiarire saranno i tabulati.