Politica
lo scenario •
Le mire di Renzi su FI, dall’Emilia alla Toscana (e Campania)
Cinque uscite forziste a Modena. E anche nella regione dell'ex premier ci sono movimenti nei comuni. Nel messinese Vannacci "scippa" due azzurri: effetto Calderone
7 OTT 26

Per adesso sono movimenti locali, non una campagna acquisti parlamentare. Ma è indicativo che le prime fuoriuscite da Forza Italia in direzione Italia viva siano arrivate poche ore dopo l’appello rivolto da Matteo Renzi ai forzisti alla Leopolda: “Venite con noi. Non potete stare con chi nega l’Europa”. Ieri il coordinatore di FI in provincia di Modena e consigliere comunale Piergiulio Giacobazzi ha comunicato l’addio al partito in dissenso con la stagione congressuale senza una vera contendibilità. Ma soprattutto ha alluso a una “emorragia, anche altri consiglieri nel modenese lasceranno”. Una pattuglia di forzisti ha scelto Vannacci a Messina. Mentre in Campania i malumori sono sempre più forti.
Il saluto di Giacobazzi, che ieri ha tenuto una conferenza stampa ammettendo le interlocuzioni con Renzi, segue quello di Giovanni Gidari, vice segretario provinciale di FI Modena e membro della segreteria regionale, Bruno Rinaldi, consigliere comunale a Castelvetro e Simone Torrini, consigliere politico nella segreteria provinciale FI. Ma anche Gianmarco Nardini, segretario provinciale di Forza Italia giovani. Tutti si erano fatti vedere alla kermesse renziana del weekend. E proprio in quella sede si era iniziato a parlare, lo aveva fatto apertamente anche l’ex premier, di nuovi acquisti che “saranno solo l’inizio”. Le mire di Italia viva, che ha sempre la sua roccaforte in Toscana e in particolare nella provincia di Firenze, sono quindi concentrate anche su questa regione. In effetti, soprattutto nello scorso Consiglio regionale, si era notata una certa mobilità tra i due partiti con l’ex Iv Sguanci che era passato con Forza Italia, per poi tornare con Renzi e finire la consiliatura tra le file degli azzurri. Ma eventuali nuovi innesti questa volta potrebbe riguardare più che altro i comuni.
Del baillame in cui si trova Forza Italia in Campania, invece, esiste già un’ampia letteratura. Il congresso che ha incoronato segretario regionale Fulvio Martusciello, com’è noto, ha dato adito a tutta una serie di contestazioni da parte soprattutto dei deputati Annarita Patriarca, Pino Bicchielli e del senatore Raffaele De Rosa. Ora, dopo gli inviti fatti dal presidente della Calabria Roberto Occhiuto ad aprire e svecchiare un partito “ingiallito” è arririvata la replica del capo delegazione al Parlamento europeo: “L’evento di Napoli per i 90 anni di Silvio Berlusconi dimostra il contrario”. E Occhiuto sì “è una risorsa” ma se “oggi discutiamo di come Forza Italia possa diventare più forte, questo porta la firma di Antonio Tajani”. In più in un video pubblicato dai giovani di Forza Italia in Campania nei giorni scorsi si vedono alcuni militanti che irridono il termine “ingiallito” andando a far visita a un negozio asiatico. Non un clima di grande concordia a queste latitudini. Sempre in Campania, poi, ieri Futuro nazionale ha presentato i nuovi coordinatori provinciali, alcuni dei quali strizzano l’occhio a una collocazione moderata che potrebbe attirare qualcuno da Forza Italia.
Di certo c’è che, a proposito di Vannacci, Forza Italia ha perso due consiglieri comunali a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, che hanno costituito ufficialmente la componente di Futuro nazionale. Effetti del transito con il generale del deputato ex forzista Tommaso Calderone, ras locale delle preferenze e che potrebbe portare alla causa futurista altri eletti nelle prossime settimane.
Per un Tajani che si blinda con i congressi (e che gramscianamente cerca di navigare le acque di fine legislatura con convegni dal titolo “L’ottimismo della volontà), insomma, ci sono movimenti che vanno in direzione di un partito meno solido di quanto si voglia pensare. Che poi si possa davvero compiere un’Opa renziana, però, questo è ancora tutto da vedere.
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.
