Nel Pd, il caos scatta sotto quota 18 per cento, mentre Conte vuole primarie subito

Il Partito demoratico guarda con apprensione ai sondaggi e teme di scendere sotto il 18 per cento. L'ex premier spinge per le primarie il prima possibile, il Nazareno le vuole il più tardi possibile e tra i dem c'è chi liquida la segretaria così: "Elly è cattivissima"

6 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:43
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y Schlein durante la Direzione Nazionale del PD - foto LaPresse

Molti sindaci del Pd stanno contestando la sponsorizzazione di Airbnb all'Assemblea annuale dell'Anci che si terrà dal 25 al 27 novembre a Verona. "Ma come – dicono – noi contestiamo la desertificazione del centro delle città ora appaltata solo ai turisti, l'impossibilità di accedere ad affitti lunghi e calmierati per i giovani, e nell'associazione in cui siamo maggioranza, l'Anci, accettiamo la più importante società che organizzando il bed & breakfast favorisce certe dinamiche?". I sindaci se la prendono con Elly Schlein che, secondo loro, non è intervenuta su Gaetano Manfredi che è il Presidente dell'Anci, votato dei sindaci del Partito democratico. "Lo fa per tenerselo buono in vista delle primarie", sostengono, puntando il dito contro la segretaria.
Nel Pd, grazie ad alcuni sondaggi riservatissimi, sono convinti che sotto il milione e mezzo di votanti alle primarie la Schlein vincerebbe a mani basse. Sopra, fino a 3 milioni, sarebbe più dura, ma la segretaria dem comunque avrebbe buone chances per vincere. Sopra i tre milioni le primarie diventerebbero più contendibili per Giuseppe Conte. Ed e per questa ragione secondo il Nazareno che il leader del Movimento 5 Stelle, al di là dei proclami, sta facendo dei passi indietro rispetto all'ipotesi delle primarie.
Nella cerchia stretta di Elly Schlein sono tutti molto rinfrancati dopo il passaggio della Direzione della scorsa settimana. Nessuno ha obiettato alla richiesta della segretaria di essere l'unica candidata del Pd alle primarie, e le critiche sono state molto flebili, giusto qualcuna dai Riformisti. Il corpaccione del partito si è adeguato alla "linea caserma", così qualcuno la chiama nel Pd, diffusa urbi et orbi dal capo del cerchio magico Igor Taruffi a inizio settimana. "Tutti a pensare alle candidature e agli eventuali posti al governo e sottogoverno nel caso in cui Elly andasse al governo", commenta qualcuno in Transatlantico.
La "linea caserma" sembra quindi destinata a non essere messa in discussione. C'è solo un punto, che può portare alla rivoluzione dei maggiorenti Pd: la continua perdita di consensi che il partito sta registrando in questi ultimi due mesi di sondaggi. Ora il Pd è fra il 20% e il 19%, percentuale molto bassa. Se la caduta continuasse, e si arrivasse alla soglia del 18 per cento, allora scatterebbe la fronda dei colonnelli Pd, preoccupati dei pochi seggi che il partito, con quelle percentuali, potrebbe raccogliere alle elezioni politiche.
Quando si faranno le primarie? Per Conte il prima possibile, per il Nazareno il più tardi possibile. "Perchè la Schlein ha paura che se perde e manca ancora tanto al voto, può essere sostituita. E non gestisce più neanche le candidature in parlamento", dicono i suoi detrattori dietro il più rigoroso anonimato. "Elly è cattivissima", si giustificano.
E Conte? Cosa farà? Al Nazareno sono convinti che, accettando le primarie, di fatto si sia consegnato al Pd. "Farà la campagna sulla pace, ma anche il Pd sulla pace il Pd può dire la sua, senza temere nessuno". Ma c'è qualcuno nel partito pensa che, indipendentemente dalle primarie, in caso di sconfitta Conte possa tentare di sfilarsi, proprio sul tema della guerra e delle armi a Kiev. "Non accetterò compromessi al ribasso", ripete in questi giorni il leader dei 5 Stelle. Quasi a dire: se vinco resto, sennò mi batterò contro le armi da solo. Sarà così?