Politica
l'editoriale dell'elefantino •
Lo spettro del putinismo on line nell’assedio di Giuseppi a Elly
Furbo, Conte ha insistito con le sue due carte principali: nuova politica estera e niente sostegno militare a Kyiv. E poi voto sul leader il più aperto possibile, e con una massiccia componente on line alle primarie del campo Lavrov

Foto ANSA
Chi di primarie aperte ferisce di primarie on line perisce. Fa un po’ ridere questa storia che il leader della coalizione di centrosinistra debba essere scelto da una piattaforma Rousseau, da un meccanismo on line di partecipazione che ai tempi di Casaleggio e Grillo selezionava su basi ristrettissime una classe dirigente di partito piuttosto precaria. Ma tutto è cominciato quando il Pd accettò di eleggere con i voti d’opinione di chi stava fuori dal partito, e magari contro, il proprio segretario, la propria segretaria, Elly Schlein. Oltre tutto, come sospettano Filippo Sensi e altri dirigenti del Pd, interpellati da Fabrizio Roncone nel Corriere, c’è il rischio molto concreto che con una scelta esposta all’anonimato e al fake si apra la strada a interferenze di agenti informatici russi capaci di usare e abusare degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale a vantaggio della destabilizzazione dei nemici di Putin in Europa.
La AfD in Germania è con Vladimir Vladimirovic, non solo per inalare gas russo a buon mercato nell’economia tedesca, e non c’è come un partito imbevuto di motivi neonazisti per fare da sponda alla denazificazione dell’Ucraina, sono escogitazioni e scenari elementari per gli eredi del Kgb e della Stasi; in Francia gollisti e centro liberale sono in crisi, salgono le quotazioni dei radicalizzati come il filorusso e antisemita Mélenchon e Le Pen, con un buon vantaggio potenziale di Marine, che sarà anche “melonizzata” ma fino a un certo punto, la sua tendenza storica è svuotare di significato l’Europa e venire a patti, magari senza farsene troppo accorgere, con l’intraprendente padrone del Cremlino, ovviamente alle sue condizioni, se non si può fare diversamente; manca giusto l’Italia, che con il governo di centrodestra ha avuto un comportamento così sorprendente e deludente per lo Zar e si è affiancata in sostanza, con scorno di Mosca, ai volenterosi e alla Nato e a Kyiv e ai baltici e a Bruxelles per fare argine all’espansionismo russo neo imperiale, facendo un discreto ma efficace uso di sanzioni economiche e armamenti.
Furbo, Giuseppe Conte ha insistito con le sue due carte principali: nuova politica estera e niente sostegno militare a Kyiv, primo punto. E poi voto di coalizione sul leader il più aperto possibile, e con una massiccia componente on line alle primarie del campo Lavrov, come dice Pina Picierno. Dall’intervista di Schlein a Cerasa, un paio di settimane fa qui, sembrava che la via di cambiare di spalla al fucile fosse preclusa al capo dei grillini in virtù di una posizione solida del Pd, senza essere inutilmente rigida, pro Ucraina. Ma niente è davvero solido in una prospettiva di caccia al consenso facile. Ora si passa dunque dall’hardware delle armi negate al software delle combinazioni on line possibili per la costruzione di una vasta platea pacifista e rinunciataria. A tessere la tela di ragno dell’insoddisfazione per Schlein, Conte è abilissimo, fuori e dentro il Pd (dove ha in Goffredo Bettini il suo sulfureo inviato speciale). Elly ha fatto la faccia feroce in risposta, dicendo che ha più voti popolari lei di tutti gli altri messi assieme, giusto. Ma i voti che ora contano sono quelli preliminari, i voti delle primarie che devono dare la palma del candidato presidente del Consiglio, e qui si incontra la strizzatina d’occhio al putinismo on line.
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Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
