Politica
a firenze •
Renzi lancia Mario Calabresi per Milano: "Lo vedrei benissimo come sindaco"
Alla Leopolda l'ex premier indica il giornalista come possibile candidato. Calabresi parla della città dei prossimi cinque anni e incassa anche il sostegno di Pina Picierno. A Conte il leader di Italia Viva dice: "Litigare significa regalare il paese a Meloni. Garanzie? Facciamo un contratto alla tedesca"

"Mario Calabresi lo vedrei benissimo come sindaco di Milano". Matteo Renzi lancia il nome del giornalista, ex direttore della Stampa e di Repubblica, dal palco della Leopolda, la convention di Italia viva. Un'indicazione che riporta al centro il tema della scelta del candidato del centrosinistra per Palazzo Marino, su cui oggi si è espressa anche Pina Picierno, la vicepresidente della Commissione europea uscita dal Pd e oggi in Spazio Pubblico. "Noi sosteniamo Calabresi e il nostro principale avversario è la destra. Dentro il campo largo a Milano c'è una discussione che seguiamo con rispetto, credo che la proposta di Calabresi possa andare oltre e allargare il cosiddetto campo largo. Se sarà così per noi sarà la proposta migliore, se arriva anche il campo largo siamo felici", ha detto Picierno.
Calabresi, ospite della Leopolda, non si è presentato ufficialmente come candidato, ma nel suo intervento ha ragionato sul futuro della città. "Dobbiamo pensare a Milano nei prossimi cinque anni", ha detto, spiegando che la città è cresciuta molto nell'ultimo decennio, ma non tutti hanno beneficiato di questa trasformazione. È da qui che, secondo Calabresi, dovrebbe ripartire il dibattito sulla città. Insieme all'altro grande tema, quello della sicurezza.
Calabresi riconosce che il problema esiste, ma contesta l'idea di alimentare ogni giorno l'allarme. La risposta, ha detto, non può essere affidata alle "ronde": servono socialità, illuminazione, spazi vivibili e servizi sociali. Una posizione che si accompagna alla critica a una certa "sinistra maestrina", secondo il giornalista incapace di ascoltare le preoccupazioni dei cittadini.
Alla Leopolda, Renzi ha parlato anche degli equilibri nazionali dentro al campo largo, alle prese con lo psicodramma delle primarie. "Io sto in un centrosinistra che sia l'alternativa al centrodestra. Per questo in questo momento penso che prima di ragionare su chi guiderà sia importante ragionare di idee. Voglio un centrosinistra riformista, garantista. Poi è chiaro che guida chi ha più voti. Vedremo se sarà Conte o se saranno altri, ma è l'ultimo dei problemi. Non si può partire da chi guida se non sappiamo dove andiamo". Rispondendo alla richiesta di Giuseppe Conte di avere garanzie sulla presenza di Italia viva in una futura coalizione, Renzi ha poi proposto un "contratto alla tedesca": un accordo con obiettivi, tempi e responsabilità definiti. Il rischio, ha avvertito, è che le divisioni tra le forze del centrosinistra finiscano per "regalare il paese e il Quirinale a Meloni".