Politica
L'intervista •
Dopo Reggio le politiche: "Vannacci in coalizione? Potrebbe prendere i voti di FdI e Lega”, dice Gigliuto
Secondo il direttore dell'Istituto Piepoli, se l'ex generale dovesse entrare nel perimetro del centrodestra "porterebbe certo il suo 8 per cento, ma avrebbe alcune conseguenze negative per l'alleanza: mobilitare ancora di più l'elettorato del centrosinistra, far entrare Calenda nel campo largo e far flettere i voti di Fratelli d'Italia e Lega"

Foto Ansa
“Il 10,94 per cento del candidato di Futuro nazionale a Reggio Calabria dimostra che la dimensione di Vannacci non è irrilevante. Certo in questo collegio la distanza tra le due coalizioni era enorme, ma se resta l’attuale legge elettorale, quello stesso di peso di dieci punti in un collegio uninominale in cui c’è un testa a testa è comunque un peso determinante”. Così parla al Foglio il presidente dell’Istituto Piepoli Livio Gigliuto nel day after delle elezioni suppletive a Reggio Calabria in cui il candidato di Forza Italia Fabio Roscioli ha vinto nettamente, con il 51 per cento, sia contro l’avversario del campo largo Francesco Benedetto, fermo al 36, sia contro Domenico Giannetta (10,9 per cento). “In questo caso i rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra erano troppo ampi per farlo risultare decisivo, ma i voti raccolti a Reggio Calabria è esattamente la proiezione territoriale di quello che gli attribuiscono i sondaggi nazionali, che lo danno tra il 7 e l’8 per cento”, spiega Gigliuto. Queste percentuali potrebbero essere dirimenti alle prossime elezioni politiche.
Secondo le proiezioni, con Fn fuori dalla coalizione il risultato tra le due coalizioni sarebbe un pareggio con il campo largo leggermente avanti (41,5 a 43 per cento). “Ma se Vannacci dovesse correre con il centrodestra avrebbe certamente un impatto positivo portando in dote il suo 8 per cento. Solo all’inizio però - avverte Gigliuto - perché poi ci possono essere due impatti negativi: in un’eventuale coalizione di governo, Vannacci potrebbe portare con sé una parte dell’elettorato di Fratelli d’Italia e Lega perché è più radicale e non ha il peso di aver governato per quattro anni”. Inoltre, continua il presidente dell’Istituto Piepoli, “durante la campagna elettorale verrebbe meno il tema del voto utile e un elettore potrebbe dare il suo voto all’ex generale stando sereno di appoggiare allo stesso tempo anche Meloni”. D’altro canto, non sono poi così dissimili i due elettorati. Infatti, secondo l’ultimo sondaggio di YouTrend per SkyTg24, il 56 per cento di chi vota Fn sarebbe favorevole a un’alleanza con il centrodestra. E dall’altra parte, a quasi sei elettori di Fratelli d’Italia su dieci (59 per cento) non dispiacerebbe questo scenario. In generale nella coalizione ora al governo sarebbe favorevole all’ingresso di Vannacci il 51 per cento.
Oltre a far flettere gli altri partiti del centrodestra, far entrare Fn nell’alleanza potrebbe però avere un secondo elemento negativo: con lui in coalizione, “ci sarebbe una probabilità in più che il leader di Azione Carlo Calenda entri a far parte del campo largo”, dice Gigliuto, “e magari potrebbe non essere l’unico: se riuscisse a ingrossare la coalizione e a creare un racconto che funzioni e che motivi il voto non è detto che il campo largo non possa diventare di nuovo competitivo”. Inoltre, potrebbe accadere che “con un centrodestra più radicale qualche elettore con un orientamento politico di centrosinistra decida di andare a votare, cosa che non avrebbe fatto senza Vannacci come avversario”.
Ovviamente è presto per fare previsioni perché prima del voto c’è la campagna elettorale. E intanto gli ultimi sondaggi di Swg per La7 mostrano che per la prima volta dopo l’estate Futuro nazionale non sia cresciuto, ma resta stabile all’8 per cento. "E’ prematuro affermare già che si tratti di un plateau o di una piccola pausa - conclude Gigliuto - è ovvio che la gran parte dei voti Vannacci li ha già presi dalla Lega in questi mesi, ma è un serbatoio che prima o poi finisce. Ora c’è da capire se riuscirà ancora ad aumentare il consenso e a questo punto il bacino principale diventa quello di FdI, ma stando fuori dalla coalizione è difficile. E’ pacifico quindi che dentro il centrodestra l’ex generale potrebbe essere più attrattivo”.