Manco Vannacci fa vincere Schlein

Niente Sassonia Anhalt, a Reggio Calabria la destra c’è, Vannacci pure, la sinistra, invece, perde anche quando l'altra coalizione è spaccata
29 SET 26
Immagine di Manco Vannacci fa vincere Schlein
Ieri l’incognita è diventata finalmente un numero. Alle suppletive di Reggio Calabria il candidato di Vannacci, Domenico Giannetta, ha sfiorato l’11 per cento, mentre il seggio è andato a Fabio Roscioli, candidato del centrodestra, con circa il 51 per cento. Il cardiologo Frank Benedetto, candidato di Pd e M5s, si è fermato al 36,6. Il generale, insomma, non ha fatto perdere la coalizione di Giorgia Meloni, e non avrebbe fatto vincere il centrosinistra nemmeno se si fosse presentato sottobraccio a Elly Schlein, con Giuseppe Conte a spazzolargli il basco amaranto, Nicola Fratoianni a lucidargli gli anfibi e Laura Boldrini a cucirgli le mostrine sulla giacca. Per la prima prova con il proprio simbolo – finora erano solo sondaggi – il generale della destra senza complessi aveva scelto il più moderato degli uomini disponibili in Calabria, Giannetta, capogruppo di Forza Italia fino all’estate e signore delle preferenze, oltre diecimila alle ultime regionali.Ieri ha preso il 10,9 per cento.
Resta così aperta una questione che i politologi chiamerebbero di attribuzione, e che a Reggio si pongono con minore eleganza, se cioè Vannacci abbia portato voti al suo candidato o gliene abbia fatti perdere. Chissà. Il generale aveva promesso una Reggio trasformata nella sua Sassonia-Anhalt, la regione tedesca dove ha vinto l’estrema destra di Afd. Gli elettori invece gli concedono una percentuale assai rispettabile, ma ancora modesta per un’insurrezione della X Mas. Il comando alleato di Palazzo Chigi, guidato da Giorgia Eisenhower, riceve così dal campo la prima notizia verificabile della campagna, e ne trarrà le conclusioni che crede. Per mesi talk-show e sondaggi hanno raccontato il generale come la grande incognita della destra, con un entusiasmo in cui era difficile distinguere la preoccupazione civile dalla gratitudine per gli ascolti. Ieri l’incognita è diventata un numero, e il numero non cambia l’esito proprio in un collegio uninominale, dove di solito basta poco per ribaltare il risultato. Le elezioni politiche saranno un’altra faccenda, ma da qui il centrodestra può cominciare a ragionare con più calma di quanta gliene abbiano concessa i palinsesti. Anche perché il centrodestra c’è, Vannacci pure anche se non sfonda, mentre la sinistra, che contava sul generale per vincere, ha scoperto che nemmeno lui le basta.