"Dopo il no al ddl antisemitismo ci sentiamo politicamente espatriati dal Pd". Parla Fiano

“Piegare la nostra identità ai calcoli sulle alleanze è un errore madornale”, dice l’ex deputato dem, mentre il partito insegue il M5s anche su un tema così importante. “Incomprensibile essere contrari al disegno di legge. Non so quanto ancora si potrà rimanere in questo centrosinistra"

25 SET 26
Ultimo aggiornamento: 12:12
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Alla fine i nodi vengono al pettine. E anche i contrari al ddl antisemitismo: M5s, Avs, Futuro nazionale e Pd. “Mi sento male”, dice senza mezzi termini Emanuele Fiano, già deputato dem e presidente di Sinistra per Israele. “Quella che è stata la mia casa politica per quasi quarant’anni sta commettendo un gravissimo errore, con conseguenze di vasta portata sull’ebraismo italiano. Non so quanto ancora si potrà rimanere in questo centrosinistra, se anche il Pd voterà no a questa legge”. Eppure è la linea annunciata dal partito alla Camera. Scodinzolando così dietro a Conte, al fil rouge rossobruno che s’intravede su più fronti. Fra tante polemiche e altrettanti delusi – Fassino, Quartapelle, Delrio, che al Senato aveva deposto un analogo disegno di legge contro l’antisemitismo, pure affossato dal fuoco amico. “Questo è un problema enorme. Una ferita profondissima e drammatica per la nostra comunità: sono in molti a pensarla come me. Se continuiamo a piegare la nostra identità ai calcoli sulle alleanze, finiremo per snaturarci”.
Fiano parla da Auschwitz, dove il Comitato internazionale ha radunato membri dell’associazione da tutto il mondo. “E ciascuna delegazione nazionale, soprattutto in Europa, racconta l’esplosione esponenziale dell’antisemitismo che negli ultimi anni si è verificata nei rispettivi Paesi”, sottolinea l’ex parlamentare. “Nel 2025 anche in Italia ci sono stati circa 950 casi del genere: dobbiamo forse restare a guardare? Votare no a questo ddl è incomprensibile, innanzitutto sotto il profilo etico e giuridico. Non impedirebbe in alcun modo di criticare il governo di Israele. Il Pd si è espresso più volte a riguardo, approvando la definizione di antisemitismo in vari contesti: dal Parlamento europeo al governo Draghi, si tratta di una strategia da far applicare all’ufficio contro la discriminazione. Se invece qualcuno si preoccupa per la strumentalizzazione della destra che ha proposto il ddl, beh: poteva pensarci prima il Pd”. Delrio ci aveva provato. “Appunto. Dunque è un argomento che non sta in piedi. Alcuni a volte mi dicono – anche gli ebrei che sbagliano – che non si può fare una legge ad hoc soltanto per gli ebrei perché altrimenti genererebbe ulteriori pressioni antisemite. Ecco: state parlando con uno che ha fatto proposte di legge sull’antiziganismo, sull’omotransfobia, sull’islamofobia, sul rafforzamento della legge Scelba per introdurre il reato di propaganda del regime fascista. Ogni problema ha la sua diversità e richiede altrettante specificità per affrontarlo. In questo caso poi parliamo in senso preventivo, nemmeno sulla repressione, in un paese che già denota grossi problemi di razzismo in varie forme. Come fa il Pd a essere contrario?”
Fiano non si capacita. Eppure l’accodarsi all’aria che tira nel campo largo sta diventando una moda inquietante. E porta i dem, in teoria il partito più consistente della sinistra italiana, a condividere le stesse battaglie di contiani e vannacciani. “Non mi addentro nell’analogia: può capitare di condividere specifiche risoluzioni anche fra forze politiche lontane fra loro”. Eppure non si tratta solo del ddl antisemitismo. M5s, Avs e universo circostante flirtano con Vannacci sull’Ucraina, sul riarmo, sulla politica europea: putiniani di tutto il mondo unitevi – se tre indizi fanno una prova. “Mi limito a preoccuparmi di quanto accade nel mio partito”, ribadisce Fiano. “Parlo di chi come me si sente politicamente espatriato. La storia ebraica della sinistra italiana è di lunghissima data: Zevi, Napolitano, Montalcini. Tutto questo oggi rischia di tramontare. Nel momento dell’identificazione di questioni esistenziali come il contrasto all’antisemitismo, non ci possiamo abbassare a certi livelli e commettere scivoloni così madornali. Sto e stiamo soffrendo”. Come venirne fuori? “Forse la situazione non è risolvibile”. Non con questa assenza di valori.