Da Report al tetto agli stranieri a scuola, Landini parla come un politico e annuncia la mobilitazione: "Per la Costituzione"

"Prezzo alla pompa? Intervenire sull'iva. E il limite di alunni stranieri in classe è una mossa elettorale pericolosissima. È il momento di scendere in piazza per riprenderci la parola". Appuntamento il 17 ottobre. Nel gennaio del 2027 scadrà il suo secondo mandato alla Cgil, e non potrà più essere rinnovato

24 SET 26
Ultimo aggiornamento: 10:59
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Foto Lapresse

"Ci troviamo di fronte a un rischio pericoloso di regressione per quello che riguarda la nostra Costituzione. È il tempo di una grande manifestazione nazionale il 17 ottobre a Roma, insieme alla Via Maestra, ma non solo, con tutti quei soggetti a quelle associazioni, quelle reti di cittadinanza attiva che per fortuna nel nostro paese si sono diffuse e che nei territori sono quelli che garantiscono quei diritti che molto spesso lo stato non è in grado di garantire". Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini parlando con i giornalisti a Palermo a margine dell'iniziativa del sindacato "L'altra Sicilia, l'Isola che non si arrende". Occasione in cui Landini – il cui secondo mandato nel sindacato scadrà nel gennaio del 2027, e non potrà più essere rinnovato – si è espresso su una abbondante e variegata quantità di temi, dall'energia a Report, fino al tetto massimo di alunni stranieri a scuola. 
"Noi pensiamo da tempo che bisogna abbassare il prezzo della benzina e del gasolio", ha detto Landini. Ricordando che "c'è una parte consistente di quello che noi paghiamo che va a finire in Iva che va a finire allo stato, quindi da un certo punto di vista l'unico modo per intervenire seriamente in quella direzione lì è abbassare quel prezzo. Del resto questa era una delle cose che se non ricordo male proprio l'attuale presidente del Consiglio da anni rivendicava quando era l'opposizione oggi che era il governo lo potrebbe fare tranquillamente". Sul fronte economico, oltre a un intervento sull'Iva, Landini ha sottolineato l'esigenza di aumentare salari e pensioni, ma anche un intervento fiscale a favore di dipendenti e i pensionati, "che com'è noto in questi anni hanno pagato anche tasse che non dovevano pagare a causa di questo meccanismo folle che si chiama fiscal drag". 
Sul fronte del lavoro non mancano le occasioni per attaccare il governo. "La precarietà non è una sfortuna, è legata alle forme di lavoro assurde che sono state introdotte negli anni. La precarietà uccide. Ad esempio, quel ragazzo di 22 anni che è morto al Colosseo, lavorava in un'azienda in subappalto. Noi rispetto a questo abbiamo fatto anche un referendum e 13 milioni di italiani hanno votato per dire che era necessario cambiare leggi balorde e cancellare la precarietà. Questa è una cosa da fare", ha detto il segretario generale. "Questo governo non lo sta facendo, anzi, in quell'occasione ha invitato gli italiani a non andare a votare. L'attenzione sposta poi sulla tendenza dei giovani a lasciare l'Italia in cerca di occasioni lavorative all'estero. "Stiamo perdendo intelligenze, ormai mediamente quasi 100 mila giovani, laureati e diplomati, ogni anno vanno a usare la loro intelligenza fuori dall'Italia. Siamo un paese che sta invecchiando e che sta perdendo competenze", ha detto, attaccando poi l'esecutivo sull'immigrazione: "Anziché aver paura di quelli che dovrebbero arrivare nel nostro paese, il governo dovrebbe porsi il problema non di chiudere i porti ma di chiudere gli aeroporti e di non fare andare via nessuno".
Il fronte più caldo negli ultimi giorni, sempre legato all'immigrazione, è quello scolastico. "Il tetto massimo di alunni stranieri nelle classi italiane? Sono tutte lotte e mosse elettorali pericolosissime", ha detto il numero uno della Cgil. "Penso che, in questo modo, si mette in discussione un diritto fondamentale: la scuola. Lo dico perché un popolo come il nostro, che è un popolo di gente che ha dovuto andarsene dal nostro paese e ha dovuto fare i conti in giro per il mondo, dovrebbe imparare che l'integrazione parte proprio dalla conoscenza della lingua e dal mettere nelle condizioni tutti di trovarsi a proprio agio". Il rischio per Landini è quello di tornare "indietro nel tempo. Chi ha favorito forme di razzismo nella storia dell'Europa, ha prodotto dei disastri. Sono queste, infatti, le logiche che hanno portato alle guerre e siccome oggi, purtroppo, ci troviamo nel mezzo di in una situazione di guerra, credo che la pace la si costruisce proprio a partire dall'integrazione tra le persone e soprattutto da una civiltà fondata sui diritti e sulla centralità della persona, non sulla centralità del profitto del mercato", ha aggiunto.
C'è spazio anche per parlare di Report. "Penso che ci sia un evidente attacco a tutte quelle che sono le libertà costituzionali", ha detto rispondendo a una domanda relativa alla trasmissione di Rai 3. "Se c'è una caratteristica di questo governo è quella che vuol mettere in discussione i valori della nostra Costituzione. L'ha fatto tentando di mettere in discussione l'autonomia della magistratura ma per fortuna gli italiani a maggioranza hanno detto che non sono d'accordo. In ottobre sarò in Toscana dove i lavoratori sono stati denunciati perché hanno manifestato. E così anche questo attacco alla libertà di stampa, al giornalismo di inchiesta: tutto questo – ha proseguito – dimostra che a questo governo dà fastidio la nostra Costituzione".
Per Landini, dunque, "è il momento di scendere in piazza per riprenderci la parola perché applicare la Costituzione. Questo vuol dire aumentare i salari, significa dire no alla precarietà, fare funzionare la sanità pubblica, garantire il diritto all'istruzione, soprattutto affermare una giustizia sociale che parta anche da un fisco serio: non può essere che a pagare le tasse siano i lavoratori dipendenti e i pensionati, mentre si fanno gli sconti alla rendita, ai profitti e si favorisce l'evasione fiscale – ha rimarcato –. Credo sia venuto il momento che le persone riprendano voce e si scenda in piazza per dire basta e per cambiare questa situazione". Resta da capire quanti leader del campo largo scenderanno in piazza con lui.