Asse bipartisan contro i video deepfake in campagna elettorale. Ci lavora anche il governo

I partiti aderiscono alla moratoria lanciata dal Foglio. Centinaio (Lega), Cattaneo (FI) e Filini (FdI) aprono pure alle proposte del Pd, ma è dall'esecutivo che potrebbe arrivare un intervento per evitare di "andare verso le elezioni a mani nude" rispetto a queste tecnologia, come dice la vicepresidente della Camera dem Anna Ascani, che sull'argomento aveva già presentato un progetto mesi fa con un ruolo per l'Agcom nella rimozione dei video
24 SET 26
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 “Spero che un accordo tra i leader per una moratoria sui deepfake contro gli avversari nel corso della campagna elettorale possa funzionare, ma temo che la nuova legge elettorale con le preferenze porterà tanti aspiranti colleghi a fare qualunque cosa per portare a casa i voti. Ho l’onore di non averla votata, e purtroppo potrebbe anche aver l’effetto perverso di rendere carta straccia un eventuale patto tra leader, dunque una proposta per regolare questo fenomeno in modo più stringente può essere utile”. L’apertura del vicepresidente del Senato leghista Gian Marco Centinaio arriva nel corso di un convegno all’Istituto Treccani organizzato dalla start-up Asimov Ai su Parlamento e intelligenza artificiale. A parlare durante un panel insieme al leghista c’era la vicepresidente dem della Camera dei Deputati Anna Ascani. Nei mesi scorsi proprio una sua proposta per consentire all’Agcom di intervenire puntualmente durante la campagna elettorale per rimuovere nel più breve tempo possibile video deepfake su candidate e candidati è stata respinta dalla maggioranza alla Camera. Il governo, qualche mese prima, ha invece introdotto il “reato di deepfake” attraverso il cosiddetto ddl Butti. “E però – dice Ascani – quella legge ha i difetti di tutti i provvedimenti che introducono un nuovo reato che, in quanto tale, va accertato e solo a quel punto può essere punito. Ma la campagna elettorale non ha il tempo di un processo penale. Una cosa del genere può inquinare la campagna elettorale e modificare, con video falsi, gli orientamenti di voto degli elettori. Siccome la tecnologia c’è, senza una legge qualcuno la userà”.
Con l’avvicinarsi del voto, il problema è stato affrontato informalmente dai leader: Giorgia Meloni ed Elly Schlein hanno aderito all’appello del Foglio per una moratoria dei deepfake sugli avversari politici nel corso della campagna elettorale. Il ddl Butti inoltre prevede che i deepfake siano segnalati in modo chiaro, se non si vuole commettere un reato. La domanda però è se questo basti. Se lo chiede Centinaio e ne dubita Ascani: “La differenza che c’è tra una legge e un patto tra gentiluomini e gentildonne – dice la vicepresidente della Camera – è che la legge è cogente: se viene violata garantisce gli strumenti per farla applicare. Noi ci siamo presi l’impegno della moratoria, ma non so se basterà: se si lascia questo strumento a disposizione ci sarà chi lo userà. Non tanto i partiti ma quegli ecosistemi di pagine e account che non sono direttamente ascrivibili a una forza politica. Abbiamo un problema per la prossima campagna elettorale ma ci stiamo andando a mani nude”, conclude la vicepresidente di Montecitorio. E su questo Centinaio è d’accordo: “Siamo per la libera diffusione anche della cosa peggiore del mondo, ma far vedere cose distorte dall’Ai in modo occulto influenza gli elettori e i cittadini, rischiando di creare seri problemi”.
Nonostante la proposta di legge di Ascani sia stata respinta dal centrodestra, anche i partiti di maggioranza adesso si stanno iniziando a porre il problema. E non è solo Centinaio ad aprire. Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia, al Foglio dice: “Noi siamo autentici liberali, siamo per la libertà, che però è garantita solo se gli individui hanno strumenti per verificare le cose, sennò diventa tutto molto pericoloso. Le sollecitazioni artefatte lo sono: il confronto di idee va fatto con la propria faccia, non con profili fake e video falsi. Oggi tutto questo può accadere facilmente, qualcosa è stato fatto (il ddl Butti, ndr), ma sono dell’idea che si debba proseguire con più convinzione”. E’ d’accordo anche Francesco Filini, deputato e coordinatore del centro studi di FdI: “Noi abbiamo imposto che i video generati con Ai debbano essere evidenti, ma è chiaro che, anche con l’avvicinarsi della campagna elettorale, qualsiasi altra iniziativa che vada a sanzionare questo tipo di propaganda ci può trovare favorevoli. Ci siamo”. La convergenza a livello parlamentare, insomma, non manca. Ma, secondo quanto risulta al Foglio, c’è anche di più: il governo starebbe infatti valutando di intervenire direttamente sulla materia “con una forte moral suasion”.