Meloni dice sì al patto sull’AI con Schlein

Schlein ha proposto un patto a tutti i partiti sull’Intelligenza artificiale: “Non usiamo l’Ai per attribuire agli avversari parole o fatti inventati”. Così Meloni al Foglio: “E’ un tema che ho posto prima di tutti: sono d’accordo”

23 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 16:48
Immagine di Meloni dice sì al patto sull’AI con Schlein
Giorgia Meloni ci sta e apre al patto di non belligeranza, su un tema niente affatto simbolico, lanciato ieri da Elly Schleinin un’intervista al Foglio. La segretaria del Partito democratico ha chiesto, rivolta a tutte le forze politiche, un impegno per “non usare l’intelligenza artificiale per attribuire agli avversari parole o fatti inventati”. Il riferimento di Elly Schlein non è soltanto ai video fatti dagli estremisti in cui si rappresentano leader di forze politiche legati come se fossero dei martiri cristiani. Il riferimento è più in generale: lo scontro politico è inevitabile, i colpi bassi pure, la campagna elettorale sarà complicata, sarà piena di polemiche, ma su un punto non bisogna transigere. Niente deepfake, dunque niente falsi, niente manipolazioni del pensiero, niente intelligenza artificiale utilizzata come uno strumento per screditare gli avversari in modo gratuito, come farebbe un troll di un paese ostile. La battaglia contro i deepfake, contro le derive dell’AI, è da tempo anche una battaglia che il presidente del Consiglio ha dimostrato di avere a cuore.
Nel 2023, all’Onu, parlò degli “enormi rischi intrinseci” dell’AI. Al G7, di fronte a Papa Francesco, lo ha ribadito, nel 2024. Nel maggio del 2026 definì i deepfake strumenti pericolosi perché capaci di “ingannare, manipolare e colpire chiunque”, ricordando che una persona esposta pubblicamente può difendersi, mentre moltissimi cittadini comuni non ne avrebbero i mezzi, e invitò tutti, elettori e non elettori, a verificare i contenuti prima di crederli e condividerli, anche all’interno del dibattito politico, concetto poi ribadito il due luglio al congresso della Uil. Ieri il Foglio ha chiesto a Giorgia Meloni se condivide dunque lo spirito del patto di non belligeranza chiesto da Schlein. Nessun dubbio. “E’ un tema che ho posto prima di tutti. Sono d’accordo”. Un patto di non belligeranza tra avversari. I litigi resteranno. Le polemiche pure. I colpi sotto la cintura, tramite AI, anche no, grazie.