Beppe Grillo da Fedez e Mr. Marra smentisce di voler tornare in politica. "Il M5s? Ora è un partito normale"

Il fondatore del M5s ospite a Pulp podcast dice di "non avere il potere o la facoltà di fondare un partito". Poi parla del nuovo corso del movimento, dell'ascesa di Vannacci e di Draghi: "Ci siamo trovati con ironia"

21 SET 26
Ultimo aggiornamento: 12:18

Foto ANSA

Beppe Grillo è tornato ad affacciarsi sulla scena pubblica: prima la ripartenza del suo celebre blog, poi il riavvicinamento ad alcuni dei suoi storici commilitoni e il “nuovo logo” del Movimento 5 stelle comparso sul suo profilo Whatsapp. Oggi il comico è apparso su Pulp podcast con Fedez e Mr. Marra, in una puntata tra le più attese dell’anno.
Rispetto alla possibilità di un ritorno in politica, magari alla guida di un nuovo partito, ipotesi oggetto di speculazioni, Grillo è stato netto: "Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere, le facoltà di farlo, mi dispiace. Io posso dare degli input, delle idee straordinarie". L'ex garante ha poi espresso il suo pensiero sullo stato attuale del Movimento: “Io non ce l’ho col movimento, sono anche persone in gamba”. Per questo motivo risponde alla successiva domanda di Fedez dicendo di essere assolutamente d’accordo con un eventuale cambio di nome della formazione, anche "per dare spazio al reverendo Jones”. Leggasi Giuseppe Conte.
Per Grillo quello che anima il M5s di oggi è semplicemente uno "spirito completamente diverso" da quello dell'epoca, che prevedeva limiti ai compensi e al numero di mandati per i rappresentanti eletti: "Io lo penso ancora, era quello che ci distingueva da altri partiti. Adesso è un partito normale". Su questi punti, la sua posizione non è mai cambiata: “A un politico professionista su una cosa vecchia, preferisco il dilettante su una cosa nuova”. Alla domanda se si sentisse tradito da questo cambiamento, la prima risposta dell'ex volto del Movimento è stata: “Sono stato estromesso, è un dato di fatto”.
L’episodio del podcast era stato anticipato la scorsa settimana da un trailer, che aveva riacceso lo scontro tra Grillo e l’attuale leader M5s Giuseppe Conte. Nel breve estratto, l’ex garante pentastellato definiva Conte un “reverendo Jones” e “l’uomo che sussurrava ai cavilli”, portando avanti il suo atto d’accusa contro il partito per avere deviato dalla sua ispirazione originaria. L’ex premier ha risposto a Grillo la sera stessa, nel corso della trasmissione Dritto e Rovescio, con un secco: “Dica quel che vuole. Non è più una questione che riguarda il M5s”.
Anche l'ascesa di Futuro nazionale e del suo leader Roberto Vannacci è finita nell'intervista. Su questo tema, Grillo ha commentato: "Il futuro di Vannacci sono le domande stupide, con un sottile astio sotto, e lui risponde con un italiano corretto". Il comico ha aggiunto: "Lui è come una decalcomania, più gli sputi sopra, più si appiccica".
Nel corso della lunga puntata, Grillo racconta anche del suo rapporto con Mario Draghi: "Con questo banchiere del diavolo che pensava fossi quello che saltava e lo mandava affanculo, ci siamo trovati, ognuno coi propri dubbi. Ci siamo scrutati, poi con ironia ci siamo trovati", ha detto. Poi un aneddoto: "Ci mandammo messaggi, io gli scrivevo: Le fragole sono mature. E lui rispondeva: I mirtilli no. Lo feci anche con Mastella ministro degli interni, in un post scrissi: Mastella è nel bosco, attenti. Lui mandò la polizia dietro casa sua".