Politica
Propaganda e verità •
Salvini abolisce il bollo ma scontenta Fontana. Vuole una Pontida “veloce” con bus pagati per riempire il prato
Si prepara un raduno di un'ora al massimo. Il viaggio? Lo pagano i parlamentari. Sarà una Pontida identitaria, senza stranieri perché i punkofasci hanno preferito, e per fortuna, restare a casa. Nessuno ha voglia di parlare, neppure Zaia, e perfino Giulia Bongiorno, l’ultima, avrebbe suggerito al segretario di ragionare sul futuro. Li unisce solo Bossi

Foto Ansa
Ha un partito bollito e festeggia l’abolizione del bollo, una tassa regionale (cosa ne pensa Attilio Fontana?). Prima di fare il pieno della Salvini propaganda, la verità sulla festa di Pontida. Si prepara un raduno veloce, di un’ora al massimo. I bus? Non si riescono a riempire (come del resto anche l’anno scorso). Il viaggio? Lo pagano i parlamentari. Perché Salvini promette una Pontida identitaria, senza ospiti stranieri? Perché i punkofasci, gli alleati stranieri che si trascinava, hanno preferito, e per fortuna, restare a casa, e perché Orbán è finito in un castello con il Conte Dracula. Nessuno ha voglia di parlare, neppure Zaia, e perfino Giulia Bongiorno, l’ultima, avrebbe suggerito a Salvini di ragionare sul futuro. Li unisce solo Bossi, il morto che li fa sentire ancora vivi.
Era il vecchio rave di Salvini e ora siamo arrivati al picnic, la Pontida come pranzo al sacco. Mancano due giorni alla festa della Lega e il palco non è stato ancora montato, la scaletta è ignota perché solo oggi, dopo che Salvini parlerà con i governatori, si deciderà chi deve e può intervenire. Per dare l’impressione del grande numero si sta chiedendo ai parlamentari di disperdersi sul pratone, senza stazionare sul palco. E’ una novità. Ogni anno per srotolare le bandiere di ogni regione, quella lombarda, quella veneta, che pesa 50 chili, vengono chiamati i militanti, solo che quest’anno servono come comparse di una pupazzata. Un’altra pupazzata che si prepara è il lancio della candidatura di Silvia Sardone come sindaco di Milano, e qui ci sarebbe da scrivere un articolo nell’articolo. A fine giugno, in piena crisi Lega, Salvini ha lanciato le primarie per Milano, per scegliere il candidato leghista. Ha vinto, sulla carta, ovviamente Salvini, seguito da Sardone, ma le schede scrutinate non le ha mai viste nessuno. E’ andata in un altro modo, e lo racconta chi era in quei seggi. Salvini era convinto di lanciare Alessandro Morelli, il Tiziano Terzani a Ceuta, come candidato a Milano, ma Sardone, per dimostrargli quanto vale, ha deciso di mobilitare i suoi elettori. Quanti voti ha preso Salvini? Sarebbe interessante cercare quelle schede e capire se sono più di 154. Oggi è prevista una call tra Salvini e i governatori, l’hidalgo Fontana, Zaia e Fugatti, che ogni volta che prende la parola chiede: “E il terzo mandato?”. L’ultima volta hanno trovato questa tregua e la formula: “Scriviamo un manifesto”. Lo sta scrivendo Zaia insieme a Fontana e Fedriga, ma la verità è che nessuno dei tre ha fiducia nel futuro che promette Salvini. E’ singolare la storia di Alberto Stefani, il governatore veneto che sembra un chierichetto e che ha fatto terra bruciata in Veneto ai rivali, a chi non è della sua parrocchia. Ora che Salvini ha bisogno di Zaia, è disposto a offrirgli la testa, come Salomè, la testa del commissario leghista, un fedele di Stefani, offre a Zaia (di nuovo) la vicesegreteria della Lega, perché “basta che chiedi”. Ancora una pupazzata.
A proposito, è vero che Meloni abolisce il bollo ma il bollo è una tassa regionale e quando finiranno le risorse del Pnrr come faranno le regioni? Piace questa norma ai Fontana, ai Fedriga? Sicuri che piace? Perché un leghista dovrebbe, di domenica, andare a vedere questa replica del “Salvini anno zero”? Pure Elsa Fornero (e il video gira nelle chat leghiste, insieme alla locandina con il volto di Salvini e l’invito “Se c’è lui, io non ci sarò”) ha usato parole definitive. Ha detto Fornero a Di Martedì: “Salvini è chiaramente un perdente, non serve prendersela con Salvini. Non ha alcuna credibilità, le cose che ha detto per dieci anni sono smentite dai fatti in maniera plateale. Come può presentarsi? E’ una situazione quasi penosa”. Pontida inizia il sabato con i giovani del partito e il palchetto della pre-festa è stato spostato nell’area più raccolta, quella dei gazebo regionali. Con i giovani saliranno sul palco i ministri Calderoli, Valditara, Locatelli ma nelle stesse ore i vecchi reduci leghisti come Giuseppe Leoni andranno in chiesa a ricordare Bossi. Domenica si pianterà anche un ulivo, sempre in memoria di Bossi, il fondatore che negli ultimi anni di vita voleva in casa solo Attilio Fontana e Giancarlo Giorgetti e nessuno altro. Dato che in Lega si sa fa ancora ironia e c’è chi prevede: “Rischiamo più bus nel parcheggio che militanti sul prato. I bus possono anche partire, ma la gente è disposta a salirci?”.
Per evitare il fischio, le proteste, Salvini ha messo in chiaro che questa Pontida deve essere veloce, come i pranzi della domenica con i suoceri. Deve farla passare come a Napoli passa ‘a nuttata. Una donna che gli ha sempre voluto bene sta suggerendo a Salvini di pensare a un passo di lato. E’ Giulia Bongiorno, l’avvocato, la donna che lo ha portato fuori da una tempesta, l’accusa di sequestro di persona, un’altra che oggi gli vorrebbe lanciare un salvagente, l’uscita abbreviata. Niente. Solo Salvini ha reso Max Romeo un eroe, il partigiano Rommy, e applaude all’abolizione del bollo che avrà presto una conseguenza. Non ci saranno più sconti sui carburanti, il denaro viene trovato con i fondi Pnrr che non sono stati utilizzati. A Pontida, Salvini ci arriva, ma con la tanica.