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Alcuni governatori apprezzano lo stop al bollo, ma c'è paura che il rimborso non basti
Il presidente della Toscana Giani contro la decisione del governo: "Con un rimborso per poco più di 100 milioni di euro perdiamo entrate per circa 350". Ma Fedriga (Fvg) rassicura: "Non ci saranno oneri per i bilanci regionali". Il nodo coperture ancora da chiarire e come si sblocca il rebus regioni

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Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato la sospensione per un anno del bollo auto per le automobili di piccola e media potenza e le moto. L’esenzione – che riguarda 14,5 milioni di veicoli in totale – ha aperto di fatto la campagna elettorale, raccogliendo sia entusiasmo che scetticismo dalle regioni, ovvero gli enti pubblici destinatari degli introiti del bollo (che è una tassa regionale) e che stando allo schema illustrato ieri dal governo dovrebbero ricevere una compensazione di 2,3 miliardi di euro per il mancato gettito. Le norme e coperture per farlo, però, sono ancora da definire, ed è proprio questo il punto a preoccupare di più le regioni.
Massimiliano Fedriga, presidente leghista del Friuli-Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, ha rassicurato i colleghi governatori: "Si tratta di un provvedimento che valutiamo positivamente ancor di più per la copertura finanziaria sostenuta dal governo, senza oneri per i bilanci regionali". In scia è arrivato l'apprezzamento di dodici governatori di centrodestra, dal Lazio fino alla Sicilia, passando per Veneto e Molise: "Questo provvedimento alleggerisce le regioni, che saranno ristorate dallo stato per un importo equivalente, senza dover più affrontare l'incertezza legata alla riscossione e al recupero dell'evasione", hanno scritto. "È una misura che semplifica il rapporto tra cittadini e istituzioni e stabilizza le entrate delle regioni nel rapporto con lo stato".
Sul fronte dem, è emersa la preoccupazione che il "rimborso" non ristori adeguatamente il mancato gettito. "Non sono in grado di confermare o smentire, aspettiamo di avere atti ufficiali per capire", ha spiegato Michele De Pascale, presidente dell'Emilia-Romagna, riferendosi alle parole di Fedriga. "Da quel che sappiamo parliamo di un taglio di 2,3 miliardi su oltre sette miliardi complessivi di gettito del bollo, 550 milioni per la sola Regione Emilia-Romagna”. Più netta la contrarietà di Eugenio Giani: "La demagogia elettorale non aveva mai raggiunto in 80 anni di Repubblica questo livello sconsiderato e di malgoverno", ha detto il governatore toscano, secondo cui per quanto riguarda i 'rimborsi' annunciati dalla premier "si afferma falsamente che si tratta di compensazioni. Basta leggere il decreto per rendersi conto che si prevede, facendo l'esempio della Toscana, un rimborso per poco più di 100 milioni di euro, privandoci di entrate per circa 350".
In base ai dati forniti dal Siope (il sistema informativo del Mef), nel 2025 il bollo auto ha portato alle regioni 7,1 miliardi di euro, pesando in media per 267 euro a famiglia. Per guardare regione per regione, però, ci si può affidare al momento ai numeri dei bilanci consuntivi regionali relativi all’esercizio 2021 elaborati dall’Istat e riportati qui dalla Gazzetta. In quell'anno la Lombardia si è confermata la regione con il maggior incasso, superando il miliardo di euro, seguita dal Lazio con oltre 656 milioni e dal Veneto con quasi 594 milioni. Emilia-Romagna e Piemonte si sono attestate entrambe sopra i 530 milioni, ma ci sono state anche alcune regioni con numeri più bassi. L'Umbria, ad esempio, si è fermata a 84,5 milioni, la Basilicata a poco più di 56 milioni, mentre Molise e Valle d'Aosta hanno chiuso la graduatoria con rispettivamente 28,8 e 22,5 milioni di euro. Non è da escludere, dunque, che l'eccedenza non richiesta da alcune di queste regioni possa trasferirsi e rimpinguare il mancato gettito (ben più alto) di altre.
Le coperture, secondo fonti del governo, provengono da risparmi sui fondi del Pnrr. Nello schema del decreto legge diffuso ieri si precisa che “agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 2.362 milioni di euro, si provvede ai sensi dell’articolo 7”. Quest’ultimo dovrà indicare l’ammontare complessivo delle spese previste dagli articoli precedenti e individuare i relativi capitoli di bilancio e fondi statali. Ma al momento è ancora privo di contenuti, dato che prima di essere completato dovrà passare al vaglio della Ragioneria generale dello stato.
