Schlein e Conte ai ferri corti, e nel Pd si teme una candidatura alternativa

Il leader dei 5 Stelle e la segretaria dem, al di là delle differenze sull’Ucraina, nutrono l’una nei confronti dell’altro una sorta di insofferenza. Prova ne è che i loro rapporti sono ridotti al minimo. Il nodo delle primarie

15 SET 26
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Foto Ansa

La tensione tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein non accenna a diminuire. Anzi. Ormai i due, al di là delle differenze sull’Ucraina, nutrono l’una nei confronti dell’altro una sorta di insofferenza. Prova ne è che i loro rapporti sono ridotti al minimo, giusto quel che serve per continuare a tenere in piedi l’alleanza. Per il resto si rivolgono a malapena la parola.
Per cavare un esempio sullo stato delle relazioni tra il leader del Movimento 5 Stelle e la segretaria del Partito democratico basta andare a ritroso di pochissimi giorni, al 12 settembre. Lo scorso sabato, infatti, la ribalta alla festa dell’Unità era tutta per Conte, affiancato dal presidente del Pd Stefano Bonaccini. Dibattito serale, solite domande, solite risposte da parte di entrambi. Ma il timore dei dem non era riferito a quanto potesse dire l’ex premier, che tanto ne spara ogni giorno una più grossa dell’altra per mettere in difficoltà Schlein, tanto all’accoglienza che gli avrebbe tributato il popolo della festa. Perciò a un certo punto sui cellulari dei giovani democratici che seguivano il duetto Conte-Bonaccini è apparso un messaggio. Uno di quei messaggi che scompaiono una volta che vengono aperti, onde evitare di lasciare traccia. E che c’era scritto in quel messaggino? Non applaudite Conte. Il quale, però, aveva la sua claque 5 stelle sotto il palco e perciò ha ricevuto ugualmente fragorosi battimani. E anche il coretto “Elly Elly” che è partito dopo il dibattito tra il leader dei 5 stelle e il presidente del Pd, ovviamente, era stato organizzato. Tutto pur di fare in modo che l’ex premier non sconfinasse troppo cercando di pescare anche nell’elettorato del Partito democratico.
Nel frattempo continuano le traversie di Alessandro Onorato. L’assessore della giunta capitolina sostiene pubblicamente che la raccolta delle firme per lui non è un problema e che anzi può essere un ottimo volano di propaganda elettorale per il suo ancora poco conosciuto Progetto Civico. Ma la verità è che lo sbarramento è rappresentato dalle firme necessarie perché chi non è presente in parlamento possa presentarsi è quasi invalicabile. Per questa ragione Conte sta continuando a spingere affinché gli alleati del Pd e di Avs prestino dei loro parlamentari per formare nel gruppo misto un sottogruppo che faccia riferimento a Progetto Civico, in modo da abbassare di molto il numero delle firme necessarie per presentarsi. Onorato, però, scottato anche dal fatto di non essere stato invitato alla Festa dell’Unità, al contrario di Matteo Renzi, è convinto che il Partito democratico non gli renderà facile la vita…
Ma tornando a Elly Schlein: la segretaria del Partito Democratico continua a puntare sul fatto che i candidati alle primarie del campo largo debbano essere solo lei e Giuseppe Conte ed è convinta che Avs alla fine la favorirà. Sempre a proposito della segretaria del Pd, qualcuno, nel suo partito, ha maliziosamente osservato che la leader, visto che ormai il Congresso è rinviato a data da definirsi, avrebbe dovuto far indire la direzione e l’assemblea nazionale per approvare la proroga del suo mandato (che scadrà a marzo) già la domenica appena passata. Così vorrebbero le regole, sostengono gli avversari interni di Schlein, “tanto più che la segretaria ha in mente di farsi dare la proroga di addirittura un anno”. E qualcuno, per disturbare la manovratrice, sostiene che a questo punto ci sarà chi, nell’assemblea nazionale che verrà (perché deve per forza venire) tenterà di cambiare la regola secondo cui il Pd alle primarie ha un solo candidato, cioè la segretaria o il segretario. Lo spauracchio di una possibile candidatura alternativa a Schlein all’interno del suo stesso partito serve solo a condizionare le mosse della leader e a farle capire che una segretaria prorogata, quale è lei, non può consentirsi il lusso di decidere tutto da sola come ha fatto finora.